Il gazzettino ornitologico (2019)

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20mag2019 ore08:45
Questa maledetta stagione invernale sta mettendo a dura prova le riproduzioni dei nostri uccelli ma soprattutto sta devastando quelli in natura.
Questo articolo sulle rondini colpite dal freddo fornisce alcuni suggerimenti per poterle aiutare.   (
>>>)
In foto uno dei nidi che le rondini hanno costruito all'esterno di un fabbricato di casa mia ... Erano cinque le testoline che vedevo sporgersi all'esterno del nido quando i genitori facevano ritorno con il gozzo pieno di insetti ma ora è vuoto. I due genitori restano appollaiati sulle canne dei pomodori, a poca distanza dal nido, tutto il giorno. Ieri ho messo la mano dentro al nido ed ho trovato due pulli morti, li ho buttati, ma i genitori continuano a non rientrarci.
Anche la coppia di cardellini hanno abbandonato il nido che avevano costruito sul salice, continuo a vederne uno appollaiato sui fili del telefono ma non sono ancora riuscito a capire se ne stiano costruendo un altro nei paraggi.
Il pullus che ho trovato morto qualche giorno fa era di merlo (post del 6mag). Ho scoperto che hanno costruito il nido fra i rami di una passiflora: ho visto la femmina mentre si infilava in mezzo alle foglie, sicuramente per covare dato che non ne è più uscita.
15mag2019 ore09:50
Non ho nessun dato scientifico che supporti le mie convinzioni ma sono sempre stato convinto che i semi immaturi rappresentino un alimento importantissimo per qualsiasi tipo di uccello. Basti pensare che in natura si cibano esclusivamente di quelli.
Ovviamente, il sistema immunitario si adegua (entro certi limiti) al tipo di ambiente nel quale vivono: é accertato che i soggetti tenuti in ambienti tipo "sala chirurgica" avranno difese molto basse a differenza di quelli cresciuti in ambienti meno puliti le cui difese saranno molto più resistenti.
Una cosa che mi piacerebbe conoscere è; in quanto tempo il sistema immunitario di un uccello può modificarsi per effetto della sola somministrazione di un diverso menù . (senza l'ausilio di farmaci)
Mi sono posto questa domanda in seguito all'esperimento che vedete in foto. Ve lo racconto.
Il  mio maestro dei carduelis mi aveva consigliato di mettere griglie di protezione per evitare che i semi cadessero per terra e si inumidissero in quanto sicuro veicolo per muffe e coccidiosi.
Io ho ubbidito per metà poichè ho impostato una voliera come suggeritomi (vedi notizia del 18dic2018) e quella in foto l'ho lasciata al naturale. 
Dai semi caduti per terra sono nate diversi tipi di piantine, in particolare di scagliola, ed i cardellini nostrani le divorano letteralmente mentre sono ancora piccolissime. Oserei dire che da granivori sono diventati erbivori: impediscono alla pianta di pyracantha di crescere perchè come spuntano le foglie giovani ed i germogli se li mangiano, come pure con la passiflora. I semini del centocchio e  delle ortiche rappresentano per loro delle vere e proprie ghiottonerie.
Quando ogni mattina gli metto a disposizione i nuovi alimenti (semi, perle morbide, pastoncino etc.) tutti si precipitano prioritariamente sul mazzo delle erbe prative.
Non intendo provocare polemiche con gli specialisti dell'alimentazione del nostro settore i quali sostengono che gli sfarinati e i pellettatti rappresentino il meglio del meglio ... probabilmente hanno ragione loro ma io continuerò per la mia strada...
14mag2019 ore20:40
Siccome qualche amico di poca fede mi sta prendendo in giro dicendo che, fuori dagli inseparabili, non riesco a riprodurre neppure le galline, mi sono sentito in obbligo di fornire qualche prova...
Nella foto in alto un bellissimo "capone", un esemplare di carduelis carduelis frigoris (major), in mutazione agata, discendente da un soggetto di uno dei più blasonati allevamenti tedeschi. Nella foto sotto, invece, sono ripresi 4 ancestrali, sempre di major, nati da un paio di giorni. La nidiata sotto non l'ho praticamente toccata, ho lasciato che la natura facesse il suo corso ed ho scoperto una cosa che mi ha lasciato perplesso. Non ho sostituito le prime uova con quelle di plastica, ma ho lasciato libertà alla femmina di gestirsi a suo piacimento con la consapevolezza che avrei potuto perdere gli ultimi nati.
Questa mattina, entrando in voliera ho notato che la femmina non stava sulle uova come al solito e la cosa mi ha preoccupato non poco. Stavo riempiendo le mangiatoie quando é volata sul bordo del nido ed a quel punto ho avuto il grandissimo piacere di vedere 4 testoline che si alzavano tutte insieme per raccogliere l'imbecco. Grandissima emozione!!
La cosa che non mi aspettavo è stata la schiusa praticamente contestuale di tutte le uova, il che significa che la femmina ha iniziato la cova alla deposizione del quarto ed ultimo uovo.
I "nostrani" invece non sono ancora partiti ... sono in forma splendida, i maschi sono abbastanza smaniosi, vedo le femmine con qualche paglia in bocca ma non hanno ancora iniziato la costruzione del nido.
Sono veramente soddisfatto anche perchè da quando li ho messi in voliera non ho più fatto trattamenti di nessun tipo, ma gli ho solo somministrato una grande quantità di erbe selvatiche (loietto, ortiche, tarassaco, erba cardellina, cardo mariano, spighe verdi di scagliola nate direttamente in voliera etc.)

12mag2019 ore09:50
Ho estrapolato dal portale della SOR (>>>) questo interessante (e preoccupante) paragrafo dal quale si deduce che nel settore dell'allevamento degli uccelli si registra una contrazione di circa il 12% in un solo anno (dal 2017 al 2018) mentre continua a crescere il mercato dei cani & gatti. Ciò significa che le cause non sono di ordine più generale, bensì specifiche del nostro settore.
Per analizzarle dovrei fare il solito pistolotto che vi evito per non annoiarvi inutilmente. 
11mag2019 ore19:03
L' ASOC di Correggio anche quest'anno organizza la mitica "fiorentinata" per venerdì 7 giugno (ore 20,30) presso la bocciofila di Correggio in Via Canolo n. 37.
Oramai ha assunto un interesse a carattere nazionale ed il numero dei partecipanti è in costante crescita. Chiunque potrà partecipare, è sufficiente prenotare e portarsi appresso 25 €. per la cena e qualche spicciolo per la simpatica lotteria che farà seguito.
Ho postato uno spezzone della locandina perchè se vi avessi detto che c'è scritto sopra che "sono gradite le signore" non mi avreste sicuramente creduto!
Ho sempre visto: "sono graditi i fiori" "è gradito l'abito da sera" "è gradita la puntualità" ... ma "sono gradite le signore" non l'avevo letto mai ... secondo me c'è lo zampino di Carlo Bizzarri ...
10mag2019 ore18:35
Ieri ho visto un cardellino nostrano posarsi sulla recinzione. Tenete presente che nella mia zona non ce ne sono proprio, ne ho osservati solo un paio anno scorso mentre mangiavano il girasole dal mio orto.
Questa mattina l'ho rivisto di nuovo più o meno nella stessa posizione ... Da quel momento il mio occhio ha sbirciato da quella parte spesso e volentieri finchè qualche minuto fa l'ho rivisto mentre si infilava dentro le fronde del giovane salice contorto che vedete in foto.
Non è stato difficile individuare un bel nido, ben nascosto, a circa 2 m. di altezza.
Naturalmente sono felicissimo di poterli seguire fino all'involo nella speranza che l'intera covata non si allontani da casa mia anche se purtroppo non ci sono ancora alberi grandi.
Mi sono chiesto: perchè sono venuti a fare il nido a 13 m. esatti dalla mia abitazione e con due cani che gironzolano continuamente nel giardino, mentre avrebbero potuto farlo su alberi ben più grandi in aperta campagna, come si vede sullo sfondo della foto?
Le ragioni potrebbero essere due, o magari entrambe: sono stati attratti dai miei cardellini in voliera, che possono facilmente udire e vedere, oppure vanno alla ricerca di protezione per cui si avvicinano alle abitazioni nella speranza di sfuggire alle aggressioni dei predatori.
Infatti, mentre attorno al rudere di fronte a casa mia stazionano moltissime ghiandaie e gazze, nel mio giardino non se ne vede una neppure a pagarla oro.
Hanno capito che sono un tipo che quando si arrabbia diventa cattivo, e siccome sono uccelli intelligenti, stanno alla larga. Si badi bene che le ho sgridate anno scorso un paio di volte e da allora non si sono più fatte vive. Naturalmente ora starò attentissimo e pronto a difendere i miei graditissimi ospiti con ogni mezzo!!
10mag2019 ore09:10 Sulla bacheca di Roberto Garavaglia ho trovato questo interessante intervento che credo debba essere apprezzato e sostenuto da tutti gli allevatori d'Italia:

Ministero dell'Ambiente - Una buona notizia! Illeciti contro gli uccelli selvatici: report sul piano d'azione italiano - 08 Maggio 2019

"L'Italia è il primo Paese del Mediterraneo ad adottare piano d’azione”. Così il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa al meeting sul bracconaggio degli uccelli.

Si apre oggi presso la tenuta presidenziale di Castel Porziano il meeting internazionale sul bracconaggio degli uccelli, un fenomeno che interessa particolarmente i Paesi del Mediterraneo. Lo rende noto il Ministero dell'Ambiente. Durante l’incontro - da oggi fino al 10 maggio 2019- si discuterà in via prioritaria del prolungamento del Piano d’azione di Tunisi (2013-2020) sviluppato contro il bracconaggio dalla Convenzione di Berna (sulla conservazione della vita selvatica in Europa) e dalla Convenzione di Bonn (sulle specie migratrici).

“Due giorni fa il rapporto sulla biodiversità pubblicato dall’ONU ha lanciato l’allarme sull’enorme perdita di specie a causa dell’impatto umano" ricorda il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa.Un milione di specie sono a rischio di estinzione, "più che in ogni altro momento nella storia umana"- spiega.
Al meeting di Castel Porziano le due Convenzioni faranno il punto sul problema del bracconaggio degli uccelli nella Regione Mediterranea e per valutare i progressi nell’attuazione del Piano d’Azione. Quest’anno il meeting sarà ospitato dall’Italia

Come primo Paese nel bacino Mediterraneo, a marzo 2017, l’Italia ha approvato il Piano d’azione Nazionale per il contrasto sugli illeciti contro gli uccelli selvatici.Vogliamo rafforzare sempre più la buona sinergia fra amministrazioni centrale, Regioni, Carabinieri Forestali, ISPRA e portatori di interesse per attuare il piano”.
Il Piano d’azione Nazionale per il contrasto sugli illeciti contro gli uccelli selvatici prevede 32 azioni, ripartite in cinque aree di intervento: contrasto diretto (11), contrasto indiretto (9), prevenzione (5), monitoraggio (5) e cabina di regia (2).
Particolare rilevanza assumono l’impegno a un maggiore coordinamento degli interventi, in particolare nei sette black-spot individuati per la particolare concentrazione di atti di bracconaggio, il rafforzamento dei controlli da parte dei Carabinieri Forestali e dei Corpi di Polizia Provinciali, un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
09mag2019 ore08:55 Applausi ai Carabinieri forestali che hanno effettuato questo intervento (>>>)
Leggo nell'articolo che i carabinieri hanno fermato l'auto per un normale controllo ed avendo rinvenuto a bordo degli uccelli hanno richiesto l'intervento dei carabinieri-forestali, esperti nella materia.
Mi è venuto in mente un fatto che mi è capitato in Olanda e che potrebbe essere di insegnamento alle forze dell'ordine autoctone.
Nel parcheggio di un supermercato aprimmo il portellone del furgoncino per dare aria ai pappagalli che stavamo trasportando. Qualcuno indispettito dal fatto che trasportavamo uccelli, o forse dall'aspetto poco rassicurante dei miei tre soliti compagni di viaggio, fece intervenire una pattuglia di polizia.
I tre poliziotti, con il cellulare, scattarono una serie di foto ai pappagalli, agli anelli ed ai documenti e li inviarono in centrale all'ornitologo esperto affinchè verificasse se fosse tutto corretto.
Dopo pochi minuti ci dissero che dalla centrale gli avevano confermato che era tutto regolare...
In questo tipo di procedura si può rilevare la tempestività. l'efficienza, la competenza ed i costi contenuti. Chissà se anche gli amministratori del nostro paese un giorno o l'altro avranno l'umiltà di scopiazzare le cose fatte bene...
09mag2019 ore08:55 Ogni tanto qualche buona notizia ... Grazie Matteo.
Buongiorno Daniele,
rinnovo i complimenti per il blog, sempre interessante, e scrivo per comunicarti una bella notizia:
ho visto su un gruppo facebook che un paio di giorni fa sono stati ritrovati alcuni dei pappagalli di Aniello Iovino, non tutti ma 26 coppie su 35 e molti pulli... alcuni non sono in buone condizioni ma almeno è qualcosa.
Vai alla pagina facebook "Allevamento pappagalli Giardini Donna Lucrezia"
Buona giornata,
Matteo
06mag2019 ore18:10 I lettori del mio blog apprezzano lo sforzo che sto compiendo per mantenerlo vivo ma mi accusano di essere diventato disgustosamente "buonista".
Per dimostrare loro che sono ancora reattivo (se opportunamente stimolato) comincio con il rompere i cojoni (come dicono i romani) ai gemelli del diritto, ma soprattutto, del rovescio.
In passato, quando i vertici della FOI perseguivano l'obiettivo di migliorare il livello tecnico dei giudici O&P, organizzavano corsi di formazione, denominati "Masters", dove gli stessi partecipanti concorrevano (giustamente, a mio parere) con il 40% delle spese di viaggio e con l'intero costo del vitto. In compenso  gli fu promesso che, a fine corso, a quelli meritevoli gli sarebbe stato consegnato un bel Certificato attestante la partecipazione allo stesso Masters.  
I tempi sono poi cambiati e sono cambiate pure le priorità, l'obiettivo della crescita tecnica é stato accantonato e sostituito dal sempre attuale "volémose bene e démose una bella pacca su la spalla" e il tutto é passato in cavalleria.
Comunque, state tranquilli perchè ho già chiesto ad un amico grafico la cortesia di predisporre le pergamene personalizzate che il mio blog, violentando il proprio budget, vi farà dono.
06mag2019 ore09:50
Era facilmente prevedibile che a farne le spese della burrascata di questa notte fossero i nidi collocati sugli alberi.
Il pullus in foto l'ho trovato questa mattina nel mio giardino, penso sia un merlo oppure uno storno.
A me è andata abbastanza bene; ho perso un Agapornis lilianae che avevo messo nel volierone perchè aveva problemi di piumaggio (era un verde oliva ... i doppi fattori hanno spesso problemi che li rendono più deboli rispetto agli altri) e per il resto pare che sia tutto (quasi) a posto!
Certo vedere le voliere dei cardellini dopo una nottata del genere é tutt'altra cosa rispetto ad una bella mattinata di sole.
Coraggio, prima o poi arriverà anche ferragosto ... sperando che non nevichi!!
06mag2019 ore09:50
05mag2019 ore20:30 E' da oggi pomeriggio che nel ravennate piove copiosamente con un forte vento proveniente da nord-est che ha abbassato le temperature di diversi gradi. Il termometro esterno di casa mia indica 6°.
In questo periodo gli alberi stanno arricchendo la chioma per cui, pur avendo rami molto elastici, patiscono tantissimo il vento.
Per ora le mie voliere, con relativi ospiti, sembra che non abbiano subito danni visibili anche se le conseguenze di sbalzi di temperatura così elevati si manifesteranno nei futuri comportamenti, trovandoci ora in pieno periodo di cove.
Sono terribilmente dispiaciuto per tutti quei nidi che erano stati costruiti sugli alberi poiché quasi nessuno di loro sarà stato risparmiato dalla furia del vento che avrà sbattuto per terra uova e piccoli.

04mag2019 ore16:25 Che tristezza! Quasi ogni volta quando vado a trovare i miei nipoti mi capita di rivedere sui rami di qualche pino "Piero" ed i suoi genitori. Se non vi ricordate la storia della tortora comune che abbiamo salvato dalle gazze e poi rimesso in libertà andate alla notizia del 12ago2018.
Quest'anno per ben due volte i suoi genitori hanno fatto il nido per poi vederselo puntualmente devastato dalle gazze!!
Ho deciso che condurrò una mia personale battaglia per ridimensionare il numero delle gazze in quella zona ed avrei bisogno di qualche consiglio tecnico per confezionare una gabbia-trappola efficace, oppure  dove posso comprarla... Grazie
03mag2019 ore18:10
Siccome in questo periodo tutti parlano del Cardinalino del Venezuela (Corriere Ornitologico, Italia Ornitologica) ne voglio parlare anch'io. Vi voglio raccontare la mia esperienza nella speranza di provocare l'interesse di qualcuno di voi anche perché è una specie a grosso rischio di estinzione e crearne una buona riserva in cattività sarebbe una gran bella cosa. Naturalmente prendo in considerazione il tipo ancestrale (maschio in foto) che è veramente molto bello, a differenza delle varie mutazioni che, diluendo più o meno i colori, diventano assolutamente insignificanti.
Diversi mesi fa ne ho acquistato due coppie ed le ho messe in due voliere da 120 cm dividendo i maschi dalle femmine.
In febbraio ho predisposto le coppie lasciandole nelle stesse volierette; per una è stato amore a prima vista (ora la femmina sta covando) mentre per l'altra sono state botte da orbi dopo pochi minuti di convivenza.  
Per fortuna che sono rientrato in allevamento dopo poco tempo che li avevo messi insieme perchè ho trovato la femmina a terra, massacrata.
Si è salvata, ed allora ho inserito la divisoria di rete affinchè potessero approfondire la conoscenza a debita distanza.
Passavano buona parte della giornata attaccati alla divisoria a litigare attraverso le maglie della rete (si noti l'escoriazione sopra al becco in via di guarigione) e quando la toglievo continuavano ad azzuffarsi di brutto. Insomma, vedere due uccelletti così belli in quelle condizioni mi dava terribilmente noia! Ed allora ho pensato di liberarli nell'antivoliera degli insettivori che è enorme (4x2x1m.) per garantirgli le vie di fuga necessarie per metterli tranquilli. E' stata una mossa azzeccatissima!, fin da subito hanno cessato di litigare e convivono in perfetta armonia. Nelle poche settimane di permanenza in voliera ho notato alcune cose interessanti:
1) pur avendo a disposizione una voliera lunga 4 metri non hanno mai compiuto un volo per l'intera lunghezza ma si limitano a saltellare fra i rami che ho messo in un angolo dimostrando che non sentono l'esigenza di compiere grandi voli, perciò si può dire che non sono uccelli da voliera e che una volieretta da 120 cm, è più che adeguata;
2) sono docilissimi! si lasciano avvicinare fino a pochi centimetri e se gli porgo la mangiatoia ci saltano sopra mentre ce l'ho ancora in mano. In futuro proverò con altri esemplari ma credo si tratti proprio di una caratteristica comportamentale della specie;
3) gli ho messo un nido infrascato e materiale per la relativa imbottitura ma mi sono accordo che la femmina prendeva la juta e la collocava dentro ad una piccola mangiatoia dove ogni tanto si accovacciava. Per distoglierla da quella soluzione impossibile ho attaccato ben 4 tipi diversi di nidi. Niente da fare, non ne ha preso in considerazione neppure uno! Questa mattina entro in voliera e non trovo più la femmina ... cerco dappertutto ma niente ... Ho pensato che fosse scappata attraverso un buco ed invece me la sono ritrovata sulla mangiatoia. Ha fatto il nido (ed ha già deposto il primo uovo) fra le frasche sul tetto del primo nido che avevo messo. Una posizione pericolosissima soprattutto per i pulli, se e quando nasceranno ... Fra qualche giorno, quando  coverà con maggiore convinzione vi mostrerò dove cavolo è riuscita a nidificare.
02mag2019 ore09:20 Sul Corriere Ornitologico dell'AOT ho letto, tra gli altri, due bellissimi articoli, uno sul Birdfeeding (alimentazione degli uccelli) del Dr. Urzì e l'altro sul Birdwatching (osservazione degli uccelli) di Gianni Matranga.
Condivido moltissimo i suggerimenti proposti dagli autori, credo anch'io che dall'osservazione, e magari anche dalla fotografia, degli uccelli in natura si possa trarre grande piacere. Ogni tanto anch'io faccio qualche puntatina nell'Oasi di Punte Alberete (una valle laterale alla SS Romea all'altezza di Marina Romea) dove è possibile osservare una ampia gamma di uccelli acquatici dalle comode postazioni disseminate lungo il percorso. Proprio in questo periodo si vedono le cucciolate di anatroccoli che seguono le madri con comportamenti davvero simpatici.
Il mio stesso aviario l'ho ristrutturato adottando una filosofia che cerca di imitare l'ambiente naturale e trascorro ore incollato allo spioncino per fare birdwatching con i miei uccelli.
Vorrei però aggiungere una considerazione al concetto di osservazione ... per esempio, se ci si pone l'obiettivo della riproduzione non basta guardare per la sola delizia degli occhi, ma diventa indispensabile interpretare i comportamenti, riuscire a comprendere il motivo per cui quell'uccello si comporta in quel determinato modo e non come vorremmo noi.  
Trovo questa tipologia di allevamento veramente appagante e formativa e la consiglio a tutti coloro che possono godere di un certo spazio disponibile.
01mag2019 ore18:22 Il post qui sotto era volutamente provocatorio e molti amici hanno reagito immediatamente. Lo so che singolarmente presi sono molti gli allevatori arrabbiati con la FOI, ma questo malessere individuale non riesce a trovare uno sbocco collettivo e resta, totalmente inoffensivo, rinchiuso nella "pancia" del singolo.
Ciò che ho detto sotto é vero. La sede assembleare è il luogo per eccellenza nel quale vengono evidenziate le problematiche che stanno alla base, ma dall'andamento dell'ultima assise (a parte l' ABC di Bologna che è stata completamente isolata) non si direbbe proprio che siano emersi segnali di malcontento, anzi.
Faccio finta di cadere dal pero ma conosco benissimo le caratteristiche ed i limiti di noi allevatori: l'individualismo e gli interessi personali vengono prima dell'interesse più generale ed è estremamente difficile riuscire a costruire il "gruppo". Lo so per esperienza, una decina di anni fa riuscimmo a compiere un vero e proprio miracolo, riunimmo attorno ad un tavolo, per discutere dei problemi del nostro settore, ben 27 allevatori, vedere per credere ... (>>>).
Ma erano altri tempi, oggi purtroppo le telefonate ed i messaggi che ricevo mi confermano che si continua a ragionare sempre di più in termini individuali: molti arrivano persino ad ipotizzare la chiusura del proprio aviario ma nessuno pensa di mettersi in gioco per organizzare il malcontento.
Io che ho avuto la fortuna di essere colpito dalla "nausea da mostre" e provo il mio piacere ad allevare in modo strano, posso permettermi di osservare il campo, dal mio blog, con un certo distacco.
29apr2019 ore20:40

"Caro Daniele. Spiace che hai liquidato la questione anelli in modo così sbrigativo, quando, invece, è una questione cruciale: hai scritto che nessuno ci obbliga a prendere per forza gli anelli FOI. E’ vero in parte, dato che in Italia la sola FOI è riconosciuta come Federazione in ambito COM, quindi, o hai gli anelli della FOI, o al mondiale non puoi partecipare, così come a tutte le altre mostre organizzate dalla FOI. Non è cosa da poco per chi, contrariamente a te,  ama partecipare alle mostre. "

Oggi ho ricevuto un paio di contestazioni sul modo con il quale ho liquidato la questione degli anelli come da frase sopra riportata. Sono pienamente d'accordo con le affermazioni in essa contenute ma per quanto mi riguarda devo ammettere di aver esaurito tutte le mie riserve belliche.

Quando un allevatore, proprio per effetto del monopolio FOI, paga quote associative più che doppie rispetto a tutto il mondo, paga gli anelli a peso d'oro, e da quest'anno mi dicono che in qualche mostra nazionale si pagheranno 6,5 eurini per ogni soggetto ingabbiato, poi manda a Chianciano il presidente della propria associazione ad applaudire un gruppo dirigente che presenta un bilancio con 190.000 €. di utile, soldi che lui stesso si è tolto dalle tasche, credo ci sia poco da dire. Se poi aggiungo che si pensa di aumentare ulteriormente il prezzo degli anelli ancor prima di rinnovare il contratto con il fornitore (che in base ai miei conti ed alle mie informazioni dovrebbero diminuire), é sicuramente meglio tacere!! Infine, se chiedo in giro quante cordate si presenteranno alle prossime elezioni per tentare di mandare a casa questo  gruppo dirigente e mi si risponde: "nessuna" ... Beh! allora significa che i problemi ce li ho io e non gli allevatori della FOI!!

29apr2019 ore07:44
Daniele, vai a leggere l'ultimo verbale del CD della FOI, c'è qualcosa che ti interessa sulla questione degli anellini (ahahahhahaha)..... 
Amico mio, non cercare di provocarmi perchè non ci riuscirai di certo. Io mi ritengo un democratico e credo nella democrazia. Il consenso (praticamente unanime) che é stato manifestato all'ultima assemblea di bilancio sull'operato del gruppo dirigente va rispettato. Il mio medico di famiglia spesso mi prescrive analisi, farmaci e quant'altro ma non mi ha mai prescritto che debba prendere per forza gli anelli dalla FOI....   
28apr2019 ore20:00 Su questa pagina potrete leggere un mio intervento pubblicato sul Corriere Ornitologico edito dalla AOT di Palermo (>>>)
Tratta della legislazione relativa alla tenuta della fauna autoctona.
Ho fatto una raccolta di quasi tutte le normative regionali e ci terrei molto a mantenerla aggiornata con gli aggiornamenti che eventualmente mi fossero sfuggiti. Ringrazio fin da ora chiunque mi darà una mano. 
24apr2019 ore10:30 Ciao Daniele,
ho letto anche io l'interessante articolo di Focus sulla scomparsa dei passeri e pur trovandomi in accordo vorrei aggiungere qualcosa che ho notato sul campo.
Quando ero bambino, 50 anni fa, i passeri facevano i loro nidi nei fienili tra il fieno e la paglia ammassati, poi con l'avvento delle balle, notai che nidificavano negli interstizi tra una balla e l'altra.
Ricordo ancora quando perdevo pomeriggi interi ad osservarli nel loro andirivieni al nido e quanti nidi dismessi si trovavano durante i mesi invernali mentre le balle di Fieno e Paglia venivano tolte dai fienili per essere utilizzate nelle stalle. Gli stessi fienili erano rifugio invernale per i passeri che per cibarsi affollavano i pollai.
Oggi tutto questo non c'é più; niente fienili per svernare o per nidificare, niente pollai da razziare; le Rotoballe sono conservate sotto enormi teloni che ne impediscono o ne limitano fortemente l'accesso.
Nei confronti degli Storni credo che il problema non ci sia. Da noi gli Storni nidificano sotto i coppi (ho il tetto della torre pieno), mentre i passeri non hanno la forza per sollevarli, lo Storno si.
Gli storni sono insettivori e frugivori (vedi i danni all'uva in maturazione), ma in pratica mangiano quello che trovano (ho visto Storni banchettare con una Nutria morta).
I Passeri sono perlopiù granivori; cibandosi parzialmente di insetti nella fase di allevamento dei piccoli, ma dalle mie parti con le bonifiche gli insetti non mancano (vedi il passaggio dei Gruccioni che stanziano da noi almeno 10 giorni, vedi l'Upupa che da noi nidifica, vedi i Merli che da noi abbondano ecc.) senza dimenticare i Pipistrelli.
I gatti ci sono sempre stati e sempre ci saranno; anzi una volta si dovevano arrangiare per nutrirsi, oggi non mancano crocchette o altro.
Piuttosto vi è una mancanza di piante (vedi i lunghi filari di Viti alternate agli alberi di sostegno che una volta abbondavano mentre ora sono sostituiti da piloni in cemento), Pioppi, Querce, Frassini se ne vedono sempre meno e quelli potrebbero essere un buon rifugio.
Da noi vi sono alcune colonie di Passeri; una vicino a casa mia presso il boschetto dell'Acquedotto, l'altra in Paese intrufolata fra le siepi di Piracanta e una presso un vecchio casolare con il fienile pieno di vecchie balle ammuffite.
Salutoni
Gio
Caro Giovanni, ti ringrazio per la tua lettera-ricordi che mi ha riportato indietro almeno di mezzo secolo, quando il rapporto con la natura, e con gli uccelli in particolare, faceva parte del vivere quotidiano.
Ciò che dici é assolutamente vero, solo chi come noi ha vissuto l'evoluzione delle tecniche agricole può rendersi conto di quanto siano state sfigurate le nostre campagne!
Ricordo i lunghi filari di viti sorretti prevalentemente da olmi ai quali si appoggiavano pali, di noce o castagno, (in romagnolo... i canò da vit) per allargare verso l'esterno il vitigno.
Rappresentavano il luogo di nidificazione per tantissime specie di uccelli: ricordo bene che l'averla piccola (è farlòt) nidificava all'esterno del filare con nidi grossi come cappelli da prete che si vedevano da lontano un miglio. Inoltre mentre la femmina covava, il maschio se ne stava appollaiato nei pressi del nido, quasi per proteggerlo. Era invece difficilissimo trovare il nido del passero d'Italia (e pasaròt) perchè prediligeva i buchi degli olmi e per questa ragione, a mio parere, è stata una delle specie che ha risentito meno di altre delle aggressioni dei predatori.
23apr2019 ore08:15
E mò so' cazzi ...
Ieri con il supporto di mia nipote abbiamo tentato di esplorare il nido dei Parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus) ma con esiti abbastanza deludenti. La foto qui a fianco è un frame di un filmato che mia nipote è riuscita a girare inserendo il braccio con il cellulare all'interno del nido. In fondo si scorgono quattro pulli, nati da poco, ed un uovo ancora da schiudere.
Il nido è 50x50x80 e l'hanno riempito completamente di ramaglie intrecciandole con maestrìa (rami grossi alternati con altri più sottili messi anche per traverso).
Hanno sistemato la camera di cova in fondo al nido dalla parte dell'ingresso alla quale ci si arriva attraverso un corridoio verticale del diametro di circa 8-10 cm. Sono praticamente irraggiungibili. Non è pensabile aprirsi un varco attraverso lo spioncino esterno poiché é proprio la parte con lo spessore più ampio e potrebbe causare lo sfascio dell'intero nido.
Ho abbandonato l'idea di mettere gli anelli e lascerò che la natura faccia il suo corso per poi applicare il microchip quando saranno adulti. 
23apr2019 ore08:15 Ho trovato su Focus un interessante servizio sulla scomparsa del Passero d'Italia (>>>).
Ricordo da bambino che nella mia zona (Romagna) c'erano praticamente solo di quelli, oltre a pochissimi esemplari di Passero domestico.
L'autore del servizio attribuisce una delle cause della scomparsa al possibile avvelenamento determinato dagli insetti avvelenati di cui si cibano nel periodo dell'imbecco dei pulli.
Io non ne sono tanto convinto, credo piuttosto che la colpa sia da imputarsi alle mutate tecniche agricole che hanno alterato i processi colturali di moltissime piante.
Ricordo che quando i contadini seminavano il grano (di cui i passeri ne sono ghiotti) i campi si riempivano di passeri che razzolavano alla ricerca dei semi appena piantati.
Ricordo pure che quei semi avevano il colore naturale, ora invece sono di tutti i colori (rossi, blu, verdi) perchè prima di essere messi a dimora vengono trattati con insetticidi ed anticrittogamici.
Ricordo anche che qualche tempo fa collocai una vaschetta con semi di grano avvelenati per i topi in prossimità di una voliera ignorando il fatto che i topi portano in giro i semi ...
Lo imparai qualche giorno dopo allorché trovai due nigrigenis morti avvelenati.
Ecco secondo me i Passeri d'Italia hanno fatto la fine di quei nigrigenis.    
21apr2019 ore14:10 A proposito dell'equazione "gabbia = galera" tanto amata dagli animalardi vi voglio raccontare questa: in una voliera lunga 4 m., alta 2 m. e larga 1 m. ci ho messo dentro due coppie di cardellini major dopo aver svernato nelle rispettive volierette da 120 cm. per affiatare e consolidare la convivenza.
Il maschio ancestrale si è subito invaghito dell'altra femmina ed é successo un gran casino. Era un litigio continuo. Allora ho attaccato nella voliera una gabbia da 120 cm. e gli ho messo dentro il "Capone" (maschio Agata bellissimo) con la femmina ripudiata. Dopo una decina di giorni ho provato ad aprire la gabbia, lasciando le sportello aperto, per vedere cosa sarebbe successo.
Per fortuna i bollenti spiriti del maschio ancestrale si sono acquetati e la pace è tornata a regnare sovrana...

Però ho notato un comportamento della coppia che avevo rinchiuso in gabbia che mi ha lasciato basito ... per mangiare, e non solo, ritorna dentro!! 
La morale: pur avendo a disposizione la libertà, praticamente, (una voliera di 8 mc. ottimamente piantumata) per alimentarsi scelgono di rifugiarsi dentro la loro gabbia perchè la considerano, non una galera come gli animalardi, bensì la loro casa che gli offre protezione e cibo.
20apr2019 ore14:48
Ieri sera mi ha telefonato l'AOT di Palermo. Posso proprio dire così perché ho parlato con Gianni, Nando, Riccardo e con tutti gli altri amministratori con saluti dallo sfondo tipo curva sud. Mi ha fatto un grande piacere soprattutto perchè ho sentito il gruppo unito e determinato nel volere ripartire alla grande.
I tanti guai che in passato si erano abbattuti contro quella associazione pare che siano scomparsi tutti insieme come per magìa: sembra che finalmente sia persino disponibile un locale messo a disposizione dall'Amministrazione comunale sufficientemente adeguato per effettuare le mostre, problema storico e fortemente limitante per quella realtà. Ho sempre definito Palermo la "Reggio Emilia del Sud", e ne resto ancora convinto, perchè la voglia di mercato che c'è in quella zona non l'ho vista mai da nessun altra parte.
Purtroppo per la mostra-scambio non si è mai potuto utilizzare un locale adeguato, ma solo soluzioni di fortuna (tendoni tenso e simili) che ne hanno fortemente limitato il movimento e lo sviluppo.
Se in futuro si potranno usare spazi adeguati sono pronto a scommettere un week end a Palermo che sarà subito un grande successo!!
A proposito di week end ... non è detto che non me ne regali uno proprio in concomitanza con la mostra palermitana anche se non allevo più uccelli adatti alle esposizioni.... magari potrei portare 5 port lincoln ed un paio di conuri del sole, tanto per per fare atto di presenza.
A parte il fatto che se non sono stato cacciato d'ufficio per scarso rendimento dovrei ancora risultare socio onorario dell'AOT e quindi credo di vantare qualche diritto, conservo bellissimi e incancellabili ricordi dell'esperienza palermitana. A partire dalla gita a Ustica con gli amici di Correggio, alle tante mostre a cui ho partecipato portando gli uccelli miei e di mezza Italia con la mia Fiat multipla.
Arrivederci Palermo, e buon lavoro a tutto il gruppo dirigente!
20apr2019 ore08:10 Pubblico un quesito che mi ha sottoposto un allevatore perchè potrebbe essere di interesse generale. Domanda: come faccio a presentare la denuncia di nascita per pappagalli in allegato B) CITES se ho intenzione di non inanellare ma di mettere il microchip e se l'Ufficio della forestale pretende il numero del marcaggio?
Gli operatori del tuo Ufficio CITES di riferimento non conoscono la Legge! In Italia (uno dei pochi paesi al mondo) non è obbligatorio, per gli esemplari compresi in allegato B), mettere l'anello per cui il problema non esiste. Ti racconto la mia esperienza.
La mia coppia di Psittacula derbyana, due anni orsono, mi ha lasciato morire 4 pulli per il fatto che li avevo inanellati, perciò anno scorso non ho messo l'anello ma li ho fatti microchippare.
Ho presentato regolarmente la denuncia di nascita entro i 10 giorni come previsto e, per sola cortesia, ma potevo anche evitarlo, in sostituzione del numero di marcaggio ho scritto "microchip".
L'ufficio di Forlì, che conosce bene la Legge, mi ha regolarmente rilasciato il relativo certificato senza fare storie.
Quando i novelli sono divenuti autosufficienti li ho portati da un veterinario che gli ha applicato il microchip (piccolissimo, con una apposita siringa) con relativo anello amovibile di sessaggio.
Nel momento in cui li ho ceduti, sul documento di cessione ho indicato luogo, data e numero di protocollo dell'avvenuta denuncia (ancora meglio allegare una copia della denuncia di nascita) applicando pure l'etichetta relativa al numero del microchip.
Mi sento in una botte di ferro!!
19apr2019 ore09:45 Più passa il tempo e più divento "orso"!! Saranno le conseguenze dell'età che avanza ma mi sento sempre di più in sintonia con i miei cani e i miei uccelli e sempre di meno con il "mondo intero"...
Lo so, la cosa non è bella, la socialità é un aspetto importante della vita che andrebbe vissuta intensamente, ma non ci posso fare nulla.
Anche il mio blog ne risente e, come avrete notato, lo trascuro anche troppo ma spesso non trovo la voglia neppure di accendere il computer.
Mi piacerebbe raccontarvi dei miei uccelli, ma sono sicuro che la cosa interessa un numero limitato di amici, e dai fatti più generali non sono più attratto.
L'altro giorno ho ricevuto una telefonata di un allevatore di Gela che mi chiedeva alcuni consigli e mi diceva di avermi conosciuto attraverso il mio blog e che ne condivide il taglio ...
Ecco, queste cose mi aiutano molto a non perdere il filo ... anche voi datemi una mano però ... se vi passa sotto mano qualche notizia interessate inviatemela che la pubblico....
14apr2019 ore17:50
Ditemi voi come farò ad inanellare i 5 pulli di Parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus) che stanno là dentro. Per evitare che gli rompa le scatole, controllando il nido dall'apposito spioncino, hanno pensato bene di foderarlo dall'interno con robuste ramaglie. Ho provato ad allargarle per infilare dentro la piccola mano di mia nipote, ma sono talmente intrecciate che non si muovono.
Ho preso una coppia di monaci (che ho liberato nel volierone) perchè mi sarebbe piaciuto assistere alla costruzione del tipico nido dentro ad una fascina di sterpi ed invece mi hanno fregato; hanno sfrattato i parrocchetti dal collare (i monaci sono piccoli ma tosti) e si sono impossessati del nido a cassetta.
I monaci sono in allegato B) del CITES (lista dei 35) e potrei anche non inanellarli ma mi scoccia davvero, d'altronde non so proprio come fare. Non vorrei che se gli devasto il loro "beccufatto" mi abbandonassero i piccoli...
11apr2019 ore09:10 Il Gran Galà dei Pappagalli ha organizzato con i funzionari dell'Ufficio CITES di Vicenza un incontro con gli allevatori interessati sulle problematiche relative alla normativa CITES. Tale incontro si terrà sabato 18 maggio alle ore 16,30 in Fontana di Villorba (TV) Vicolo Mazzini, 4.

Per fortuna che qualcuno ogni tanto rammenta ai dirigenti della FOI che su tutto il territorio nazionale è ancora vigente la normativa CITES, anche se non gliene può fregar di meno come è sempre successo. Colgo l'occasione per chiedere se esiste qualcuno fra i vari caporioni che sia stato incaricato di curare le relazioni con gli Enti pubblici sui temi inerenti le Leggi che interessano il nostro settore. E se esiste, a che punto sta l'agenda dei lavori ... Ricordo che una volta qualcuno immaginava anche per l'Italia l'adozione dell'anello inamovibile (per l'allegato B) come prova di nascita in cattività ... Mah ... è meglio che vada a fare i nidi per i miei basettini, va là!   
09apr2019 ore12:28 Uno stringato resoconto sui lavori dell'assemblea FOI di Chianciano. Erano presenti il 58% delle associazioni aventi diritto al voto, il bilancio 2018 ed il budget 2019 sono stati approvati con una vera e propria standing ovation (qualcuno è ricorso alle cure dei sanitari per lenire il dolore alle mani in seguito agli smodati e prolungati applausi) e sono state approvate le variazioni allo statuto inerenti alla mutata normativa delle ONLUS.
E' stata messa ai voti la mozione di sfiducia nei confronti del presidente FOI presentata dall' associazione bolognese (ABC) ed è stata respinta con l'unanimità dei votanti ad eccezione del solo voto contrario dell' ABC e di quattro astenuti (di cui uno per errore, la mia associazione che aveva delegato altri) 
 
Un amico mi ha consigliato di somministrare ai miei cardellini (e non solo) l'erba cardellina (Senecio vulgaris), un'erba infestante che cresce in tutta Italia (il mio orto ne é pieno).
Può raggiungere un altezza di 40-50 cm., ha le foglie carnose e dentate, i fiori di colore giallo che a maturazione si trasformano in "soffioni" bianchi.
E' una pianta che contiene sostanze utili per i nostri uccelli, come la senecionina, il glucosio, i sali di potassio e l'inulina. Ha diverse proprietà che aiutano a combattere molteplici specie di vermi, inoltre è cardiotonica e regola la frequenza cardiaca. 
Va però somministrata con moderazione perchè contiene anche alcaloidi tossici e se usata in dosi eccessive può causare danni al fegato.
Ieri l'ho servita ai miei carduelis che hanno apprezzato tantissimo i capolini (divorati in pochi minuti) ma letteralmente snobbato tutto il resto.
Nei prossimi giorni la somministrerò anche ai becchistorti.
08apr2019 ore20:20 Sinceramente a me interessa abbastanza poco conoscere le scontate conclusioni dell'assemblea di bilancio FOI tenutasi a Chianciano Terme domenica 7 aprile, tuttavia diversi amici mi hanno chiesto di informarli su quanto sia accaduto.
Se qualche buon anima presente colà, fosse così gentile da raccontarmi qualcosa ve la girerei immediatamente...
08apr2019 ore10:58
Il gatto e la volpe ... però non si riesce a capire chi é l'uno e chi é l'altro...
07apr2019 ore10:25
Sulla buona strada ...
Quello in foto é uno dei nidi dei miei basettini, contiene 7 uova ma il comportamento della femmina non mi convince proprio. Tutte le femmine di qualsiasi specie dopo qualche giorno dalla prima deposizione si attardano sempre di più sulle uova (per effetto dell'aumento della temperatura corporea) mentre lei è sempre più distratta ed é troppo spesso a zonzo per la gabbia in cerca di insetti.
Anche la seconda ha deposto (ora ha 3 uova), ma vedo un atteggiamento molto simile a quell'altra.
Evidentemente sto sbagliato in qualche cosa: faccio qualche considerazione soprattutto per fornirvi gli elementi utili affinché possiate darmi qualche eventuale suggerimento.
L'alimentazione mi sembra ben equilibrata e ben accettata, la forma fisica é perfetta e la deposizione così immediata dimostra un evidente stato di benessere.
L'ambiente mi sembra ideale, 8 mc. per ogni coppia, piantumato con canne palustri, passiflora ed erbe naturali al suolo, mi sembra più che adeguato.
Sto pensando che non sia sufficiente la schermatura del nido ... Ne ho messi due per ogni voliera, strutturati in modo diverso, ed ho fornito materiale di vario tipo per la sua imbottitura (juta, erba secca, pelo di cane, etc.).
Hanno utilizzato più o meno tutto, pelo in particolare, per la sua imbottitura però poi l'hanno svuotato lasciando le uova a contatto con il nido.
Nei prossimi giorni preparerò altri due nidi molto più schermati, uno lo inserirò  in una cassettina ricoperta di foglie di canna con il fondo già imbottito, mentre l'altro lo nasconderò in mezzo ad una fascina di canne ponendolo ad una altezza dal suolo di circa 60-70 cm.
In natura costruiscono il nido in mezzo ad un fascio di canne ad un altezza di 50-60 cm dall'acqua.
06apr2019 ore16:00

Vi giro pari pari la risposta pervenutami in merito al mio invito di ieri. Suggerisco alla Juventus di mettere più attenzione nella selezione della propria tifoseria...
NB: Volevo informare Andrea che ho bloccato il suo indirizzo e-mail dalla mia rubrica.
06apr2019 ore00:28 Persino Dario Loreti, che ringrazio, partecipa per dare lustro al mio blog con un puntuale intervento sull'argomento del giorno. Il suo eccellente lavoro lo potrete leggere in fondo alla pagina seguente (>>>).
Leggendolo mi sono reso conto che ho fatto una cazzata ... non avrei dovuto pubblicare un intervento anonimo, quello dell'ondulato di esposizione. Ho dato per scontato che dietro allo "staff dell'ondulato di colore" ci fosse un gruppo di allevatori ed invece sono andato a verificare sul sito ufficiale ma di nomi non ho trovato traccia. Questo é il sito (>>>). Sono certo però che l'autore dell'intervento ci metterà la firma.
05apr2019 ore17:05 Mi è pervenuto un intervento a firma dell' Ondulato di Esposizione che pubblico in fondo a questa pagina (>>>) anche se non mi piace e non ne condivido i contenuti.
Mi sembra che sia andato completamente fuori tema rispetto all'esperienza esposta da Agostino il quale intendeva dimostrare una sola cosa: che anche con l'Ondulato Inglese é possibile operare una selezione finalizzata al rafforzamento fisico-strutturale. Punto.
Lo stesso Fogliati nel suo intervento ha ammesso che i suoi primi riproduttori li ha acquistati da un allevatore il cui metodo di allevamento si avvicinava molto a quello proposto da Agostino, perchè da bravo allevatore qual é, sa bene che per passare alla fase due, ossia, alla selezione del fenotipo, è molto importante lavorare su uccelli sani e resistenti.
04apr2019 ore20:30 Anche Giovanni Fogliati mi ha fatto pervenire un suo intervento sugli ondulati inglesi provocato da quello di Agostino. Lo ringrazio per il suo immancabile e qualificato contributo. Lo potrete leggere in fondo a questa pagina (>>>)

In questo preciso istante mi é arrivato un messaggio con l'elenco dei giudici, con specializzazione ondulati, che giudicheranno a Colorado. La mia reazione?: basito!!
02apr2019 ore14:25 Ringrazio l'amico Agostino Culletta per l'interessante contributo che mi ha trasmesso in merito alla sua esperienza di allevamento con gli ondulati inglesi.
Siccome ritengo rappresenti un importante stimolo alla riflessione per molti allevatori di ondulati gli ho riservato una pagina apposita.
Se lo volete leggere andate qui (>>>)
Ovviamente il mio blog è sempre aperto ed ospitale per eventuali altri contributi....
31mar2019 ore16:45 Amico mio, so bene quanti rospi stai ingoiando ... e quanti ne dovrai ancora mandare giù.
Finché servivi e facevi comodo eri stimato e riverito, ora che sei diventato "obsoleto" vieni ignorato ed emarginato!!
Tu fai fatica ad accettare questa cosa perchè sei un "buono", ma queste sono le regole di questa nostra nuova società: quel che conta é arrivare, il come è solo un particolare, un ininfluente dettaglio...
Presto passo a trovarti....
30mar2019 ore15:40 Aiuto! il mio blog è stato invaso dagli "ondulisti"! Il post qui sotto mi ha procurato tre messaggi nel giro di pochi minuti; uno dal Piemonte, uno da Roma ed un interessante contributo di Giovanni Fogliati che pubblico di seguito:

Ciao Daniele, interessante il tuo post della discussione avuta con Agostino sugli Ondulati; in effetti in questi ultimi 15 anni si è avuto uno sviluppo delle dimensioni e del piumaggio non indifferente, però da parte di alcuni allevatori si è avuta la percezione che la selezione non deve essere solo mirata alla taglia, ma anche alla resistenza alle malattie, alla fertilità, alla longevità e alla capacità allevatoria.

Certo, gli Ondulati attuali hanno bisogno di maggiori proteine in virtù della loro taglia che non è proprio naturale, ma mentre per alcuni la somministrazione proteica si avvale dell'industria chimica e farmaceutica, per altri la svolta naturista è stata una scelta ponderata. Personalmente io sono tra i secondi avendo radiato da almeno 15 anni ogni prodotto chimico industriale e... con ottimi risultati.

Il pastoncino me lo preparo io da almeno 30 anni utilizzando almeno una ventina di ingredienti: Biscotti sbriciolati, fette biscottate sbriciolate, Germe di Grano, Farina di Ceci, Farina di Lupini, Farina di Cocco, Farina di Krill, Farina di Pesce, Farina di Riso, Fiocchi di Avena, Sali minerali, Un composto sfarinato di erbe e spezie di mia concezione composto da 7 erbe e spezie, Miele, Lievito di birra secco.

I blocchi minerali me li preparo io perchè so cosa c'é dentro (e mi costano molto meno), Nell'acqua uso come additivo una miscela in parti uguali di Melassa e Aceto di Mele (un cucchiaio per litro) e dò tanta frutta e tanta verdura oltre alle immancabili spighe di Panico. Ogni settimana dò una linguetta per gabbia di Fonio e un tozzo di pane secco.

I miei animali sono decisamente migliorati... più grossi, più piumati, più fertili, più robusti e più bravi ad allevare.

Lavorano bene anche i Gigantoni tutta piuma, però ho fatto una selezione spietata per diversi anni ed ora ne sono contento.
Salutoni
Giovanni
29mar2019 ore19:45 Oggi mi sono fatto una bella discussione con Agostino Culletta in merito agli ondulati inglesi. Sostiene che da un paio di anni sta facendo una selezione della specie finalizzata non tanto alla correzione del fenotipo quanto al rafforzamento della struttura fisica.
A suo dire ha già raggiunto risultati apprezzabili.
I pochi allevatori di questa specie sanno bene quanto sia difficile riprodurli, proprio per la loro debolezza fisica, e sono costretti a fare ricorso a massicce dosi di proteine per tenerli in piedi. 
Ho chiesto ad Ago di buttare giù qualche riga sulla sua esperienza perchè sono convinto che possa interessare a molti. Mi ha promesso che lo farà ... aspettiamo con ansia ...
28mar2019 ore21:25 Nel nostro mondo piumoso ci sono un po' di allevatori e commercianti abbastanza onesti ma ci sono anche dei veri e propri banditi che per due soldi farebbero qualsiasi cosa...
Sentita questa. Un amico mi telefona per chiedermi a chi debba rivolgersi per sessare una amazzone di 4 anni (acquistata per femmina) con tanto di certificato di sessaggio riportante correttamente il numero del marcaggio. Il comportamento però é palesemente da maschio!!
Faccio presente, per coloro che non sono esperti di becchistorti, che le amazzoni femmine, pronte per la riproduzione, sono praticamente introvabili.
Spulciando con attenzione il certificato di sessaggio, il mio amico si é accorto che la data di emissione dello stesso risale ad appena un mese prima della cessione ...
... e uno tiene in casa un amazzone per quattro anni e poi la sessa tramite DNA un mese prima di cederla? Direi che la cosa è assolutamente improbabile ... è più verosimile che il furbastro di turno abbia preso qualche piuma da una femmina accertata e l'abbia inserita nella bustina riportante i numeri di anello del maschietto...
Il mio amico non vuole fare casino e mi ha pregato di non fare nomi ... ma mi prudono le dita... vedrò se riuscirò a convincerlo perchè gente del genere dovrebbe sparire dal nostro mondo ...
25mar2019 ore20:05 Ho promesso che avrei scritto qualcosa sul bilancio FOI 2018 e mi tocca farlo, ma non ne avrei proprio voglia... me ne frega sempre di meno ...
Inizio col dire che una buona parte dell'utile di 196 mila €. proviene da fatti straordinari (utile di Cesena, fondi utilizzati e non ricostituiti, etc. etc.) e poi mi viene da rammentare che F.O.I. non significa Finanziaria Operante in Italia, il cui obiettivo potrebbe essere quello di garantire la rendita più elevata possibile ai sottoscrittori delle quote, ma é una Federazione di allevatori amatoriali il cui scopo é quello di assicurare servizi di qualità a costi contenuti e soprattutto di garantire la tenuta e lo sviluppo del settore.
In quanto ai servizi ... soprattutto gli allevatori di uccelli in CITES e di fauna autoctona protetta, credo che possano considerarsi ampiamente insoddisfatti, ma anche sotto l'aspetto economico le cose non sono andate molto meglio: chi come me si auspicava una consiste riduzione dei costi per gli allevatori e per le loro associazioni ha dovuto prendere atto che si è andati per il verso opposto.
Infatti l'aumento del costo degli anellini di 5 centesimi ha assicurato un maggiore introito annuo alla Federazione per un centinaio di migliaia di eurini, ipotizzando che si stampino all'incirca 2 milioni di anelli. 
Avevo fatto campagna elettorale sostenendo gli attuali amministratori ma sinceramente mi aspettavo tutta un'altra cosa ... va beh ... sbagliando si impara ... vorrà dire che non farò più campagne elettorali per nessuno!! 
23mar2019 ore09:40
No, no, non pretendo tanto, ancora non ho visto le uova! Però da qualche giorno a questa parte vedo la femmina lavorare sempre di più attorno al nido e questa mattina l'ho beccata stravaccata dentro.
Il maschietto, in grande spolvero, non si allontana mai dalla zona del nido.
Da quando sono in voliera e possono godere di tutti i confort come se fossero in natura sono diventati bellissimi, sembrano di velluto.
Amano molto prendere il bagno nell'ampia vaschetta che gli ho messo a disposizione ma soprattutto adorano razzolare nella terra umida alla ricerca di vermi ed insetti.
Anche i carduelis mi stanno dando grandi soddisfazioni. Pure loro iniziano ad amoreggiare ed a raccattare pagliuzze e fili di juta.
Sono tutti in forma splendida ed hanno apprezzato molto il passaggio dalla gabbia alle voliera. 
Ribadisco che, non solo nel fenotipo, ma anche nel comportamento i major sono molto, ma molto più interessanti dei nostrani. 
20mar2019 ore19:50 Altri numeri di bilancio FOI
Avrei voluto darvi il costo di gestione del museo ma il criterio con cui é stato redatto il bilancio (valido ai sensi di legge, ma inadeguato per il controllo di gestione) non mi ha permesso di farlo. Gli amministratori attuali hanno continuato ad utilizzare il vecchio schema ... nel solco della continuità, come promesso a suo tempo.
Mi limito pertanto a riportare alcuni dati in merito al costo dei giudici, di Italia Ornitologica e del personale.

Costo giudici
- la FOI nel 2018 ha rimborsato ai giudici, per le missioni alle mostre, 214 mila €. (nel 2017, 220 mila €.) e ne ha recuperato dagli organizzatori delle mostre 129 mila €. (nel 2017, 115 mila ...€.).
Pertanto la somma che é rimasta a carico del bilancio FOI é stata di 85 mila €., mentre nel 2017 fu di 105 mila €., 20 mila €. in meno, determinati da 6 mila €. di minori rimborsi ai giudici e da 14 mila €. incassati in più dalle associazioni. 

Costo Italia Ornitologica - Per la stampa, la spedizione e altro, nel 2018, sono stati spesi 181 mila €. (184 nel 2017) dei quali ne sono stati recuperati 40 mila €. a titolo di pubblicità e 38 mila €. come contributo pubblico all'editoria. Il saldo a carico del bilancio è rimasto pertanto di 103 mila €. Si evidenzia un calo negli incassi della pubblicità di oltre il 17% (meno 8,6 mila €.)

Costo del personale - Anche qui gli amministratori hanno arato nello stesso solco del passato, cinque impiegati erano (3 fissi e 2 a metà tempo) e cinque sono rimasti, nonostante siano stati installati nuovi programmi informatici che hanno automatizzato i lavori più importanti (ordinazione degli anelli direttamente dalle associazioni, rimborsi giudici in automatico, palmari ai giudici con trasmissione diretta dei dati etc.).
Su questa parte qua se dovessi assegnare agli amministratori un giudizio in voti, gli darei un 8+ sulla innovazione informatica e un 1+ per quanto riguarda la gestione del personale.
Io credo che in una situazione del genere anche il più sprovveduto degli imprenditori avrebbe chiesto una consulenza ad una società esperta nella gestione delle risorse umane per ridefinire carichi di lavoro, organico, mansioni e responsabilità, e invece niente ....
Anche perchè il costo del personale non é una quisquiglia ... ammonta complessivamente a 189 mila €.
Di quegli 80,75 €. che nel 2018 ogni socio ha versato nelle casse FOI, ben 10,9 €. sono serviti per retribuire il costo del lavoro. Ciò significa che per pagare gli impiegati si rendono necessari i versamenti delle quote di ben 5.426 associati!
18mar2019 ore19:45 Questi sono fuori come dei balconi ..... (>>>)
17mar2019 ore20:25 Un po' di numeri del bilancio FOI 2018.
I 17.344 soci (in calo rispetto al 2017 di 412 unità) hanno versato alla FOI, nel corso del 2018, la bellezza di 1.400.664 eurini. (unmilionequattrocentomilaseicentosessantaquattroeuro)
Di questi, 604.205 sono costituiti dalle quote di adesione (35 € e 20 € per i giovani) e 796.459 dal "costo degli anelli" (per l'allevatore). In pratica, ogni socio ha versato una somma media di 80,75 €.
Dell'importo versato per gli anelli, una parte la FOI li ha utilizzati per pagare la Demerio Carla sas (462.692 €) ed una parte se li è messi in tasca. La "cresta" che si é fermata a Piacenza è stata di 333.767 €. con un aumento di 62.798 €. rispetto al 2017, perciò con un incremento del 18,8%!!
In sintesi, degli 80,75 €. che ogni socio ha pagato, 26,60 €. sono andati al fornitore degli anelli e 54,15 €. sono rimasti in FOI! (quota+cresta anelli)
Ho deciso di non commentare i numeri che ho esposto lasciando al lettore il compito di interpretarli come vorrà, nei prossimi giorni pubblicherò altri numeri e dirò il mio parere solo alla fine.
17mar2019 ore12:35 Naturalmente ieri scherzavo: Agostino é e resterà un amico ... nonostante abbia il grave difetto di possedere il tesserino da giudice O&aP. Ed a mio avviso è anche un bravo giudice con ampi spazi di crescita. E' un istrione, ed in quanto tale deve possedere per forza una certa dose di pazzia, ma ha anche un buon occhio e soprattutto possiede una dote veramente notevole: quella della memoria!!
Non esagero se dico che non ho mai incontrato nessuno che riesca ad incamerare nel proprio archivio mentale immagini e parole (in particolare la nomenclatura scientifica) con tanta efficacia. E' una roba davvero impressionante!! 
Sul tesserino da giudice, invece, ho fatto un po' come Fasulén  (Fagiolino, la simpatica maschera bolognese) il quale diceva la verità ridendo e scherzando... Quel piccolo pezzo di plastica sembra proprio che possieda proprietà taumaturgiche e che possa arrivare persino a stravolgere la personalità di chi lo detiene. Non è sicuramente il caso di Ago che, a mio parere, è uno dei pochi che potrebbe restituirlo da un momento all'altro senza problemi...
16mar2019 ore15:00
Mi telefona un amico e mi dice: "Hai visto l'ultimo numero di I.O.? A pag.41 fanno i complimenti al tuo amico Agostino per una mostra in cui ha giudicato (AOS di Lecce)..."
Intanto é bene precisare il significato della parola "amico".
Certamente una volta eravamo grandi amici, ma da quando gli é stato recapitato il tesserino magico, quello da giudice per intenderci, le cose sono un po' cambiate ...
Un giorno o l'altro chiederò a qualche giudice di prestarmelo per qualche tempo: mi piacerebbe assaporare l'ebbrezza di averlo in tasca ... la leggenda narra che abbia il potere di trasformare letteralmente le persone.
Per quanto riguarda l'articolo, faccio i miei complimenti all'autore perchè ha saputo districarsi in modo astuto e arguto, dicendo tutto ciò che doveva dire, senza dire bugie. 
Ha dovuto giustamente chiedere scusa perchè gli sono stati messi sul tavolo all'ultimo minuto una trentina di becchistorti non programmati, e lui da bravo ragazzo qual è, li ha giudicati.
L'ha poi definito "grande" Agostino Culletta ... A questo punto mi sono andato a sfogliare la Treccani per dare la corretta interpretazione ad un aggettivo che sicuramente si presta a diversi significati. Vi riporto quanto ho trovato:  "1. In genere, che supera la misura ordinaria, in senso proprio o fig.;Con riguardo alle dimensioni, lungo, alto, grosso, esteso: un gran monte, un gran lago, una grande città..."
E così ho avuto la conferma di quanto avevo già immaginato....
15mar2019 ore13:55 Voglio ringraziare la Dott.ssa Maria Luisa Zanni (Responsabile P.O. Pianificazione e osservatorio faunistico) la Dott.ssa Simona Caselli (Assessore all'Agricoltura, caccia e pesca) e tutta la Regione Emilia Romagna perchè in questo caso hanno dimostrato di avere, non una, ma due marce in più rispetto alle amministrazioni di altre regioni.
Io, semplice allevatore, che non rappresento niente e nessuno, ho evidenziato agli amministratori alcuni problemi che si verificavano in sede di applicazione di una Legge, e questi, dimostrando serietà e competenza, hanno provveduto a fornire senza indugi i chiarimenti del caso.
Per cui da oggi, in Regione Emilia Romagna, i Carduelis carduelis frigoris (cardellini major) sono da considerarsi esenti dagli obblighi di cui alle Legge Regionale n. 8 del 15 febbraio 1994.
Leggetevi il documento ufficiale appena inviatomi su questa pagina
>>>
14mar2019 ore20:15 Oggi mi ha telefonato un allevatore aderente all'associazione di Cesena per chiedermi chiarimenti sul bilancio della FOI. Quando gli ho detto che nei 196 mila euro di utile del bilancio 2018 sono compresi anche i 65.000 euro di utile netto risultante dalla gestione del Campionato Mondiale svoltosi a Cesena si è leggermente agitato (ahahhahahahah) Bbbbbooni, state bboni ... che siamo tutti fratelli!!  
14mar2019 ore20:15   Mi sto ribaltando dalle risate!!! Alla fine della fiera avremo tutti e tre gli standard dell'Hagoromo che tanto clamore avevano destato a suo tempo! (>>>) Da quando si é sciolto il partito del POC per confluire in blocco in quello del PPS (Partito della Pacca sulla Spalla) si compiono atti osceni in luogo pubblico senza più un minimo di decenza... 
12mar2019 ore16:50
Ed eccoli i prima nati della stagione cove 2019!
Sotto a quel mucchietto di pelo bianco si nascondono tre Port Lincoln (Barnardius zonarius zonarius), nati da poche ore mentre stanno aspettando che vedano la luce anche i due fratellini che sono ancora nascosti dentro le due uova.
Una coppia di riproduttori fantastica: in tre anni hanno svezzato, senza alcun problema, 4 novelli ogni anno.
Quest'anno pare che abbiano intenzione di battere il record.
Anche se il loro valore commerciale é modesto, sono fra i becchistorti che mi piacciono di più.
Per osservarli bene però é necessario ospitarli in una voliera spaziosa affinchè possano esibire il loro volo e mettere bene in mostra la loro variopinta livrea.
Come molti australiani amano razzolare per terra ed è davvero simpatico il loro stile di corsa.
La mia coppia è pura e non è meticciata con i semitorquatus (fronte rossa e fascia gialla ridotta) come purtroppo se ne vedono tanti in giro.
12mar2019 ore11:25 C'è posta per te!!  Ho appena spedito una letterina all'Assessore dell'Agricoltura della Regione Emilia Romagna.  Chi la vuole leggere la troverà in fondo a questa pagina (>>>)
11mar2019 ore20:16
Come ti dicevo l'ho letto molto velocemente ma mi riprometto di esaminarlo con maggiore attenzione appena ho un po' di tempo libero.
L'impressione che ne ho colto é quella che ti ho detto: quella di un bilancio elettorale!
Si capisce bene che nella costruzione dello stesso l'obiettivo é stato chiaro: fare risultare l'utile di esercizio più elevato possibile evitando di effettuare tutte quelle operazioni che di norma un amministratore prudente effettua (soprattutto in presenza di utile).
Infatti non sono stati fatti ammortamenti accelerati e non è stato accantonato ai Fondi per copertura rischi o spese future, neppure un centesimo.
Intendiamoci, nella sostanza non cambia molto, ma una cosa é presentarsi alla imminente campagna elettorale con l'ultimo bilancio chiuso con un utile di oltre 196 mila euro, altra cosa invece è dire che si sono guadagnati 96 mila euro e 100 mila sono stati accantonati a fondi.
Sarei tentato di aprire un altro tema relativo ad un qualche ritorno per gli allevatori associati, ma lo farò in un'altra occasione.
10mar2019 ore09:00

Ho trovato questo post di Dario Spinelli su Facebook che ritengo estremamente significativo circa la situazione in cui versiamo.
Spinelli gioisce, giustamente, perchè l' AOP é riuscita ad ottenere un piccola deroga su di una cosa di cui se ne avrebbe pienamente e totalmente diritto.
Dall'amministrazione regionale sono riusciti ad ottenere il permesso di  scomputare dal numero degli esemplari massimi allevabili (sei) degli uccelli che nulla hanno a che vedere con la protezione prevista dalla Legge nazionale 157 dell'11 febbraio 1992; infatti l'art. 2 recita: "Fanno parte della fauna selvatica oggetto della tutela della presente legge le specie di mammiferi  e di uccelli dei quali esistini popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio nazionale"
Come contropartita gli allevatori di cardellini major dovranno continuare a seguire la stessa burocrazia come se fossero cardellini nostrani, vale a dire, annotazione sul registro ed emissione del documento di cessione.
Non riesco però a capire come sia possibile che un allevatore di soli major riesca ad ottenere il numero di iscrizione nell'elenco degli allevatori regionali ed il relativo registro se non a seguito della presentazione della relativa domanda.
Spinelli dice poi un'altra triste verità, vale è dire che attraverso l'emissione del certificato di cessione si superano le barriere di altre regioni che impongono ai propri allevatori l'obbligo di trattare i major come i nostrani.
Io ho fatto una breve analisi delle diverse legislazioni regionali su questa materia e devo dice che é un vero e proprio disastro. Tra l'altro, come succedeva in Calabria fino alla deroga ottenuta dall' AOP, in molte regioni viene pesantemente ridimensionato l'allevamento del cardellino major anche se nulla ha a che fare con il "territorio italiano". Mi sembrerebbe quanto mai opportuno che qualche migliaio dei 196 mila euro di utile del bilancio FOI 2018
fossero spesi per il ripristino della legalità in quelle regioni dove il combinato disposto fra l'ignoranza e l'arroganza stanno limitando l'allevamento del cardellino.
Io non sono un esperto in Legge ma penso che predisporre una serie di ricorsi presso i TAR nelle Regioni in cui le leggi regionali vanno contro quella nazionale sarebbe il minimo da fare...
09mar2019 ore09:10 Dedicata, con affetto, ad alcuni amici .... (>>>)
07mar2019 ore08:55 Confermo, il comportamento non lascia dubbi!!. Ho messo in coppia due maschi di Amazzone di Cuba (Amazona leucocephala) per cui cerco una buonanima che sia disposto a fare uno scambio, possibilmente con una femmina un po' matura ...
06mar2019 ore09:15
Finalmente é arrivato il "via libera" dal mio Carduelis Magister!!
Oggi tirerò a lucido le voliere e domani mattina ci libererò dentro le sei coppie di cardellini.
Le due coppie di major (3 ancestrali ed 1 agata) sono molto affiatate, perchè da diverso tempo convivono nelle stesse gabbie, mentre alle 4 coppie di "nostrani" ho dovuto inserire il divisorio perché si menavano.
Spero che mettendo due coppie in ogni voliera non trovino da discutere per la formazione delle coppie ... mi auguro che tra di loro non ci sia qualche racchia che nessuno si vuole filare ...
Cambiandogli ambiente (e soprattutto temperatura) c'è il rischio che la coccidiosi si faccia vedere ed allora ho deciso di rifare un nuovo trattamento ... e spero sia l'ultimo, a parte il solito Viruxan.
Devo dire che fino ad oggi é filato tutto liscio e sono tutti in splendida forma e la cosa mi rende molto felice!

Mi sono già arrivati gli anellini, sia per i major (tipo Y da 2,7 mm) che per i nostrani (tipo A da 2,4 mm),  chissà se dovrò usarli da mettere nelle zampette dei nuovi carduelis oppure se potrò usarli per fare un braccialettino per mia nipote?
05mar2019 ore19:45
05mar2019 ore14:33 L'argomento "alimentazione degli uccelli ornamentali" sta suscitando notevole interesse: diversi sono stati colleghi che mi hanno contattato per parlare di questa cosa. Più o meno in tutti traspare l'interesse che ho manifestato nel mio intervento, ossia, creare l'occasione per ascoltare i punti di vista anche di altri esperti sul tema che é stato posto dal Dott. Figurella.
E' risaputo che ogni allevatore alimenta i propri beniamini con un menù personalizzato nella convinzione che sia il migliore in assoluto.
Io sono uno di quelli: decenni di esperienza sul campo, attribuendo all'alimentazione un interesse maniacale, mi hanno portato ad autoconvincermi che sto fornendo ai miei becchistorti il meglio del meglio.
Ciò non toglie che sarei il primo ad assistere ad un meeting, con estremo interesse, dove si parlasse di alimentazione a livello tecnico-scientifico.
Poco fa parlando con un amico si fantasticava di organizzare una tavola rotonda con la presenza di Figurella e di altri esperti della materia, con un moderatore di alto livello, per approfondire questo tema, importantissimo per tutti gli allevatori.
Se qualche mio ospite ha qualche idea in merito mi farebbe una cortesia se mi contattasse ...
Magari potremmo tentare di organizzare un bel convegno... 
04mar2019 ore15:15 

Ho apprezzato l’intervento del Dott. Stefano Figurella perché ha introdotto elementi di riflessione sul delicatissimo tema dell’alimentazione dei nostri amici piumosi che ci costringono a ragionare.

Io non possiedo la competenza per contestare sul piano tecnico le affermazioni che sono state fatte, mi auguro che altri lo facciano data l’importanza dell’argomento, mi limito solamente a sviluppare alcune riflessioni, il cui obiettivo è quello di integrare quanto affermato da Figurella.

La prima considerazione che mi viene da fare è che non mi risulta che siano mai stati fatti studi e ricerche sull’alimentazione degli animali da compagnia, per il semplice fatto che non producono nessun ritorno sul piano economico.

Esistono invece valanghe di studi sull’alimentazione degli animali da reddito (carne, uova, latte, etc. etc.) poiché si va alla ricerca del menù alimentare miracoloso (per ogni specie di animale e di allevamento) che assicuri il miglior risultato possibile in termini di resa nel tempo minore possibile!

Nel corso dei decenni le ricerche che sono state fatte hanno prodotto risultati sempre più convenienti, riducendo drasticamente i tempi di attesa.

Questa è la principale ragione per la quale, secondo me, è sbagliato prendere a riferimento i dati relativi all’alimentazione degli animali da reddito: le finalità dei nostri allevamenti sono completamente diverse.

Una seconda questione che mi sembra incontestabile è data dalla difficoltà di “misurare” i ritorni in termini di vantaggi per i nostri uccelli, in relazione ai diversi tipi di menù somministrati.

Mentre per una gallina ovaiola o per un maiale da ingrasso è facilissimo valutare il ritorno in termini di resa (costo della formula alimentare/ricavo per il maggior incremento), per i pappagalli è molto più difficile, direi quasi che si possa  tradurre il tutto in una questione di impressione dell’allevatore.

Questa è la ragione per la quale i produttori di alimenti del nostro settore non sono tanto interessati allo sviluppo della ricerca, quanto all’immagine ed al marketing dei loro prodotti. Mi pare pertanto evidente che ognuno cerchi di tirare l’acqua al proprio mulino, ivi compreso il Dott. Figurella in qualità di produttore di alimenti per uccelli.

Nello specifico, per quanto riguarda i germinati, io non li uso più da circa un decennio: mi convinse uno studio commissionato da Gianni Matranga, se non ricordo male, all’Università o all’Istituto Zooprofilattico di Palermo, che dimostrava i vantaggi/svantaggi dell’uso dei germinati. Mentre da una parte la germinazione del seme produceva qualche punto di aumento delle proteine, dall’altra dimostrava il contestuale sviluppo delle muffe nell’apparato radicale, con tutti i rischi che ne comporta. 

Una volta usavo tantissimi integratori seguendo programmi particolareggiati, spendendo una marea di soldi e con risultati non sempre entusiasmanti. Ora somministro a tutti i miei uccelli un menù, molto spartano composto da:  semi, pastoncino (fatto da me), frutta e verdura, moltissime erbe e semi selvatici  immaturi.

Una delle cose che maggiormente mi soddisfa è lo stato sanitario del mio allevamento... ed anche il conto cassa dell’allevamento!

In quanto alla scelta e al periodo di utilizzo dei semi naturali, prendo lezione dagli uccelli in libertà: quando iniziano a mangiare i semi di girasole, le spighe di panico oppure il seme del radicchio selvatico, li raccolgo anche per i miei uccelli, immaginando che siano commestibili.

Penso anche che gli uccelli in natura non si cibano di estrusi, sfarinati e pellettati,  ma di semi allo stato immaturo e anche che sia la cosa più naturale ed equilibrata di questo mondo.

02mar2019 ore08:56 

Ho trovato questo intervento su Facebook del Dott, Stefano Figurella che mi é sembrato meritevole di approfondimento e riflessione. Per ora ve lo pubblico senza fare commenti ... attendo i vostri...

Uno scorcio di “realta” nell’alimentazione animale

Visti i recenti articoli comparsi sull’Italia Ornitologica dove si esaltano le forme ed i colori delle verdur...e per curare patologie d’organo, nonché le proprietà miracolose dei semi germinati, mi sono sentito stimolato a scrivere il seguente..
Il pericolo è che in un settore ornitologico in declino come il nostro venga data visibilità a metodologie alimentari ormai superate mettendo all’angolo non le innovazioni, bensì le normali tecniche alimentari che da decenni vengono adottate di norma nell’alimentazione animale, studiate “alle” università, insegnate ai colleghi veterinari e nutrizionisti, adottate da tutte (proprio tutte) le aziende zootecniche e che , grazie anche al nostro impegno, sono entrate da un decennio con successo nel nostro piccolo mondo. Mi voglio concentrare sull’articolo della mia collega sui pregi della germinazione delle sementi non potendo proprio commentare da uomo di scienza l’articolo sulla forma delle verdurine per curare patologie d’organo.
Dobbiamo tenere ben presente che in zootecnia allevatori, tecnici e aziende hanno avuto i nostri medesimi problemi nell’alimentare al meglio i propri animali, con medesime problematiche ma con investimenti enormemente più grandi che davano origine a problematiche enormemente più grandi. Su scala mondiale 70/80 anni fa si è cercato di risolverle preparando gli alimenti, trattando gli stessi e soprattutto miscelandoli in mix di composizioni certe perché dosate: si è arrivati alle formule dei mangimi composti integrati. Tali formulazioni vennero “aggiustate” e “cucite addosso” alle singole specie e addirittura alle varie fasi produttive della singola specie grazie ad investimenti e sperimentazioni globali. La cosa che è lampante, evidente, assodata, oggettiva è che in nessun settore zootecnico vengono utilizzate sementi germinate. Perchè? La serie A dell’alimentazione non utilizza granaglie germinate! Se veramente hanno tutto questo valore biologico perché non viene adottata tale pratica? Sarebbe più complicata e costosa come tecnica ma se fosse così benefica la si adotterebbe non credete? Perché negare ai poveri pulcini questa panacea…
Ma entriamo nel merito: i vantaggi elencati dei semi germinati dalla mia collega sono oggettivi come la maggior digeribilità, l’inattivazione dei fattori antinutrizionali e la maggior biodisponibilità di nutrienti, ma questi vantaggi sono da raffrontarsi solo ai semi secchi e crudi. E’ molto meglio utilizzare prodotti trattati termicamente che diventano anche più digeribili (la pasta cotta è più digeribile di quella cruda).
Il principio guida è che le piante non hanno piacere che vengano mangiati “i loro bambini” cioè i semi e generano tossine e antinutrienti che concentrano appunto nel seme per colpire l’eventuale erbivoro “predatore”. Tali sostanze danneggiano non solo i canarini ma anche gli altri animali e l’uomo.. Il problema si è risolto trattando termicamente le granaglie (non certo germinandole perché la germinazione non ne garantisce l’abbattimento). Gran parte di queste tossine ed antinutrienti infatti sono sensibili al calore e vengono facilmente disattivate o ridotte al minimo ad esempio con la tostatura, fioccatura, estrusione, micronizzazione. Ricordiamo infatti che i processi metabolici che rendono i germinati più digeribili e meno ricchi di elementi tossici rispetto ai semi secchi sono proporzionali allo stadio di crescita della radichetta e dello stelo: tali processi sono solo parziali al momento della somministrazione dei germinati perché nessuno li somministra quando hanno già generato la foglia o una lunga radice ma solo quando è spuntata un “dentino” di radichetta.
Le leguminose (soia, pisello, fagiolo, azuki, ecc) posseggono saponine, lectine, fattori antitripsici, tutte sostanze termolabili che vanno eliminate (con la cottura e non con la germinazione); tutti hanno sulla bocca la silimarina e nessuno si preoccupa della linamarina, tossico termolabile presente nel lino crudo o germinato (tant’è che il lino viene largamente utilizzato in zootecnia per il suo apporto di omega3 e per la regolazione intestinale ma nessuno si sogna di darlo crudo o germinato). Dopo trattamento termico si disattivano gli antinutrienti ed anche alcune vitamine che si possono però tranquillamente somministrare a parte mentre è vero che non si “uccide l’acido fitico”… ed oplà che madre scienza ha provveduto a mettere a disposizione del mangimista moderno le fitasi (enzimi microbici che demoliscono i fitati).
L’augurio è che tematiche fondamentali come l’alimentazione dei nostri uccelli vengano affrontate in modo scientifico e tecnico e non modo dilettantistico come spesso accade.
Stefano Figurella

01mar2019 ore18:20  Un paio di amici mi hanno chiesto di pubblicare la "lista dei 35" dell'allegato B) del CITES a cui ho fatto riferimento in un post di ieri.
Il secondo Decreto, che ha implementato il numero delle specie "facilmente e comunemente allevate in cattività"  portandole a 35, risale al 16 dicembre 2013 ed é stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2014. (
>>>)
Rammento che per le specie comprese nell'elenco in oggetto non è obbligatoria la registrazione sull'apposito Registro CITES a due condizioni coesistenti:
1) che portino l'anello inamovibile;
2) che sia stata presentata denuncia di nascita.
Fate attenzione agli esemplari provenienti dall'estero perchè alcuni Uffici CITES li considerano privi di denuncia di nascita (non obbligatoria in altri paesi) e quindi è bene registrarli.
Anche se per le 35 specie sono esenti da registrazione resta obbligatoria la denuncia di nascita e l'eventuale documento di cessione.
01mar2019 ore13:15 
Ho trovato il metodo migliore per sessare gli Agapornis lilianae: il metodo naturale!! Questi sono gli unici becchistorti piccoli che non sono riuscito a cedere (con l'età si diventa particolarmente sensibili). Li ho imbeccati manualmente poichè i loro genitori li spiumavano a sangue e non avevo a disposizione nessuna coppia-balia.
Sono due verdi scuro bellissimi (uno in particolare) che ho sistemato in una gabbia collocata nello studio per potermeli godere bene.
Non li ho fatti sessare considerato che non ero interessato alla riproduzione ma quando ho visto che strappavano dei pezzetti di carta dal fondo gabbia e li ammucchiavano in un angolo, mi sono deciso a mettere il nido ed il salice.
Il sessaggio naturale é arrivato dopo pochi giorni (eccolo in foto) e devo anche dire che sono amatori di altissimo livello, direi che fanno concorrenza ai Forpus xanthops che in queste cose sono davvero dei maestri. A questo punto sono curioso di vedere cosa mi tirano fuori....
NB: sono proprio dei porcelli .. ci hanno preso gusto, si stanno facendo una "passeggiatina" anche in questo momento...
28feb2019 ore14:25  Rammento a tutti i colleghi che allevano esemplari inseriti negli elenchi CITES che i carabinieri-forestali stanno continuando i controlli a campione in diversi allevamenti.
In questi giorni hanno fatto visita (per una intera giornata) ad un allevatore facendo questo tipo di controllo: hanno catturato gran parte dei soggetti presenti in allevamento sia dalle gabbie che dalle voliere, si sono annotati i numeri dei marcaggi poi sono passati alla parte burocratica per il controllo della regolarità.
Per quanto riguarda gli esemplari in allegato B), compresi nella "lista dei 35" (esenti dalla registrazione), hanno controllato la legittima provenienza attraverso il documento di cessione in entrata, mentre per gli altri esemplari con l'obbligo di registrazione sul registro, oltre alla verifica della registrazione del documento di cessione o della denuncia di nasciata, hanno fatto pure "la quadratura" (numero di entrati - numero di usciti = numero di uccelli in aviario).
So che non tutti hanno seguito con la dovuta attenzione questa parte burocratica ma vi consiglio caldamente di cogliere l'occasione per sistemare la vostra amministrazione perchè sono previste sanzioni strampalate che potrebbero mettervi in difficoltà.  
27feb2019 ore18:00  Ogni promessa é debito! Ed eccovi in anteprima assoluta la copertina del Corriere Ornitologico n. 9 Seguirà a breve il sommario.

27feb2019 ore13:05  L'ABC (Associazione ornitologica bolognese) da una parte, e la FOI dall'altra, continuano a darsele di santa ragione in conseguenza dei fatti accaduti alla mostra di Faenza 2018.
Fino ad ora ho assistito alla violenta tenzone con un certo distacco (ve l'avevo promesso che avrei fatto il bravo...) e vi ho risparmiato la pubblicazione degli stracci che son volati, ma gli ultimi accadimenti mi spingono a dire qualche cosa poichè credo che si sia superato il limite...
Pare che l'ABC abbia rinunciato ad organizzare la Mostra programmata per il 2019 (qualcuno dice che i dirigenti siano stati costretti a tale scelta dal fatto che nessun club di specializzazione abbia assicurato la partecipazione) e tale decisione produce una serie di conseguenze negative, secondo me anche per la stessa ABC (corre il rischio di uscire dal circuito delle manifestazioni) in particolare mette in difficoltà le associazioni romagnole che dovranno coprire interamente i costi del nolo dei locali dell'Ente fiera per la loro mostra.
Finchè si trattava di uno scambio fra le due fazioni di parole pesanti, sanzioni, ingiurie e querele, la cosa per quanto spiacevole, toccava fino ad un certo punto l'interesse degli allevatori ... queste ultime misure invece si scaricano direttamente sugli allevatori, su quelli romagnoli ma anche su quelli bolognesi...
26feb2019 ore12:25  Vi aggiorno sull'andamento della stagione cove dei miei becchistorti. Nell'arco di pochi giorni hanno deposto i Port Lincoln, i Conuri del Sole e i Derbyana. I Caicchi, i Roseicapilla ed i Parrocchetti veloci hanno già fatto "il buco" nel nido e mi aspetto di raccogliere uova da un giorno all'altro. La coppia di Ara ararauna mi sta facendo arrabbiare: ogni giorno devo rattoppare il nido che regolarmente mi bucano per procurarsi materiale fresco per il nido. Quest'anno sono nel pieno della maturità sessuale (5 anni) per cui o mi fanno le uova oppure li metterò in pentola!
Con le Amazzoni di Cuba ho tentato un esperimento ... ho messo in coppia due maschi .. se riuscirò a farli riprodurre mi guadagnerò di sicuro le prime pagine dei giornali!!
Sto cercando di buttarla sul ridere ma sono incazzato come una vipera!! Consiglio agli allevatori di becchistorti, in particolare per quanto riguarda le specie che raggiungono la maturità sessuale dopo due-tre anni, di non fidarsi del sessaggio tramite DNA ma di fare l'endoscopico!!
Per colpa di un sessaggio sbagliato mi ritrovo con tre maschi ed una femmina (ho ceduto tutte le femmine)
NB: i becchidritti sono ancora fermi ai blocchi di partenza in attesa che venga la bella stagione....
25feb2019 ore10:05  Il contratto di cessione in esclusiva di un mio articolo alla redazione del Corriere Ornitologico edito dalla AOT di Palermo, stipulato a suo tempo, prevedeva fra le altre cose (un cospicuo accredito dei diritti di autore su di un conto cifrato in una banca nelle Isole Cayman, la pubblicazione in anteprima della copertina della rivista sul mio blog, etc. etc.) una intervista al Direttore responsabile Gianni Matranga per dare un spennellata di lustro al mio blog. Eccola qua:

Direttore, a che punto stanno i lavori della nuova rivista?  Siamo in dirittura di arrivo, é questione di pochi giorni ancora. Il buon Marco Cotti sta ultimando il lavoro di impaginazione e di perfezionamento della parte grafica. Ti posso assicurare che ne uscirà un vero e proprio capolavoro.

A parte il mio articolo, che immagino sarà collocato al centro della rivista, quali altri autori vi hanno partecipato?
Il tuo intervento sulla legislazione della fauna autoctona fornisce utili indicazioni a tutti gli allevatori che si trovano alle prese con le varie legislazioni regionali e credo che possa servire per diradare la fitta nebbia che grava su questo argomento. Sono molto soddisfatto per i contributi che i tanti amici ci hanno messo a disposizione. Non sto qui ad elencarteli ma ti posso assicurare che rappresentano il meglio che c'è sulla piazza, posso solo dirti che apparirà anche un interessante articolo sui cardellini. In ogni caso insieme alla copertina che ti trasmetterò in anteprima ti allegherò anche il sommario.  

Immagino che non sarà stato facile trovare la copertura finanziaria per un simile progetto ... con i tempi che corrono le aziende tendono a tagliare i budget delle promozioni.  Tu non ci crederai ma mi sono trovato in difficoltà a ritagliare nella rivista tutti gli spazi da riservare agli sponsor. Purtroppo non siamo riusciti a soddisfarli tutti e qualcuno dovrà attendere la pubblicazione dei prossimi numeri. Per quanto riguarda gli introiti abbiamo superato le previsioni e siamo in grado, oltre che di confezione la rivista, anche di spedirla gratuitamente a tutti coloro che ne faranno richiesta pur se non associati ad AOT. Naturalmente i primi a riceverla saranno i nostri soci.

Una ultima domanda extra rivista. Sento dire che AOT ha qualche difficoltà ... In questi ultimi tempi si sono concentrati diversi problemi, dall'uscita del vecchio segretario, alle mia assenza per un lungo periodo per problemi di salute, ma soprattutto alla indisponibilità di locali adeguati per effettuare le nostre manifestazioni. Da qualche tempo pare che la ruota abbia concluso il suo giro negativo e che ora stia girando decisamente in positivo: finalmente l'amministrazione comunale ci ha messo a disposizione locali adeguati per le nostre esigenze che ci permetteranno di rientrare nel calendario delle mostre importanti. Quest'anno faremo la nazionale con due specialistiche e dal prossimo saremo in condizione di rientrare nel giro delle internazionali, il mio stato di salute é decisamente migliorato ma la cosa più importante è che il nuovo gruppo dirigente si è compattato attorno alle nuove sfide che avremo di fronte ed ha già attivato un percorso di sensibilizzazione dei soci che é stato inaugurato con la riuscitissima abbuffata di qualche giorno fa. Certamente, il quadro generale di riferimento è particolarmente difficile ma sono convinto che AOT abbia ancora ampi spazi di crescita.
24feb2019 ore09:10  Un amico, per ragioni di lavoro, é costretto a cedere 4 coppie di Agapornis canus.
Chi è interessato può telefonare al 320.26.42.564
24feb2019 ore09:10  Il mio blog é davvero una potenza!! In merito alla "questione del cardellino major", l'amico Pino mi ha richiesto la documentazione inviata all'URP della Regione E/R che la trasmetterà ad un suo conoscente che dice di possedere il grimaldello per scassinare i meandri della burocrazia regionale, Roberto mi ha trasmesso l'indirizzo della segreteria dell'assessore .... insomma, siamo davvero a buon punto.
Questo potrebbe essere il programma dei lavori: lasceremo una decina di giorni di tempo allo scassinatore di burocrazia, se non otterremo nessun risultato scriveremo una colorita e-mail alla segreteria dell'assessore e se neppure il tentativo "politico" avrà dato frutti ci arrenderemo, non prima però di aver riepilogato l'esperienza alle redazioni della stampa locale...
NB: fra qualche mese ci saranno le elezioni regionali.... 
24feb2019 ore09:10  Che bello!!  Quest'anno, il 7 aprile, andremo tutti a Chianciano a fare un po' di cure ma soprattutto per partecipare all'Assemblea Generale della FOI. (>>>)
Se qualche amico mi facesse la cortesia di inviarmi il file del bilancio, oltre ad offrirgli il caffè, gliene sarei grato all'infinito.
23feb2019 ore08:55  Con il mio voto non assumo né i dipendenti e neppure i funzionari della Regione (quelli resteranno al loro posto indipendentemente dai politici di turno) ma scelgo gli amministratori che mi ispirano più fiducia e da loro mi aspetto il miglior governo possibile.
In data 15 gennaio ho trasmesso all' URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) della Regione Emilia Romagna un quesito-proposta sulla questione del "cardellino major", integrato successivamente, in data 1 febbraio, con un sollecito-precisazione (>>>), ma alla data odierna non ho ricevuto alcun riscontro.
Siccome non ho nessuna intenzione di mollare la questione, prima di renderla ancora più pubblica (magari attraverso la stampa locale) vorrei portarla a conoscenza dell'Assessore Agricoltura, Caccia e Pesca, competente in materia.
Si tratta di Simona Caselli, ma non riesco a trovare il suo personale indirizzo e-mail poichè le richieste di contatto vengono convogliate tutte all'URP.
Ancora una volta chiedo aiuto a voi ... se qualcuno riesce a recuperare l'indirizzo mi farebbe una grossa cortesia. Grazie!
22feb2019 ore19:20  Io credo che sia ora di farla davvero finita con la storia delle nutrie. Oramai hanno invaso il territorio da ogni parte, soprattutto in prossimità dei canali, procurando danni ingentissimi.
Colture a parte, tutti gli argini dei fiumi e canali sono ridotti ad un vero e proprio groviera.
A parte i rischi conseguenti alle piene, si spendono barcate dei soldi per ripristinare gli argini con palafitte e massicciate (solo questa estate a Mandriole, per evitare che la strada franasse nel fiume, sono stati rinforzati diversi km di argine) (>>>)
L'Amministrazione comunale è intimorita e paralizzata da gruppi animalisti che nel ravennate hanno fatto molti proseliti in seguito alla costruzione dello Zoosafari di Mirabilandia.
E' ora che l'Amministrazione comunale pubblichi il resoconto economico dei danni causati dalle nutrie e si assuma la responsabilità di formulare un piano di abbattimento serio e risolutivo!!!"
20feb2019 ore10:55  Questa é la conseguenza dei visoni liberati da un blitz animalista in un allevamento di Noceto in provincia di Parma. Un ecosistema già irrimediabilmente compromesso viene ulteriormente danneggiato per l'azione di un branco di invasati. (>>>)

Io sono totalmente contrario alle pellicce di animali da ostentare come "capo di abbigliamento dimostrativo"! Ho sempre apprezzato le manifestazioni, anche abbastanza spinte, tese a sensibilizzare l'opinione pubblica per l'abbandono di questa stupida abitudine. Difendersi dal freddo con una pelliccia di montone é una cosa, alimentare il bracconaggio di felini rari o allevare animali per strappargli la pelle per farne una pelliccia pregiata, é un'altra.
Ancora una volta mi trovo in disaccordo con la mia amica coscialungaconautoreggenti che ha presentato una proposta di legge che vieta l'allevamento degli animali da pelliccia. (>>>).
Sono invece convinto che vada promossa una campagna di persuasione circa l'immagine negativa che la pelliccia procura in coloro che la indossano.
Non so se capita anche a voi, ma quando incontro qualche "pippona" che indossa una pelliccia mi viene spontaneo guardarla in faccia con il ghigno sulle labbra e pensare: "ti credi di essere una gran strafxxx ed invece sei una povera frustrata con un tasso di intelligenza non eccessivamente elevato".
19feb2019 ore09:10  Nella mattinata di sabato 23 febbraio si svolgerà a Zwolle (NL) il tradizionale mercatone-scambio. Ora che sono interessato alle specie particolari e difficilmente reperibili sul mercato tradizionale, mi piacerebbe tornare a fargli visita. Là dentro ci si trova veramente di tutto ...  é importante tenere gli occhi aperti e scegliere bene, prima il venditore e poi gli uccelli, perchè si può concludere il grande affare ma anche la fregatura del secolo ...
Vediamo se si riesce ad organizzare qualcosa per l'edizione autunnale ...
19feb2019 ore09:10 
Ma quanto é bello! Questo è il cugino dell'usignolo del Giappone, è l'usignolo del mesia (Leiothrix argentauris), vive in India, Buthan, Nepal. Non è una specie minacciata di estinzione ed é inserita nell'allegato B) del CITES.
Domenica scorsa a Reggemilia ne aveva una coppia Max Ornithology (probabilmente erano due maschi anche se è difficilissimo rilevarne il sesso) e la cedeva a 1.200 eurini.
Prezzo a parte (troppo alto), che avrei potuto pagare chiedendo un finanziamento in c/to anticipo agli amici sulle future nascite dei miei pappi, non li ho presi perchè non mi sento ancora sufficientemente preparato per gestire questa nuova (per me) specie. Ora sto osservando con molta attenzione il comportamento degli Usignoli del Giappone, se riuscirò ad allevarne almeno uno, il prossimo anno potrei anche fare un pensierino ai mesia... (>>>)
17feb2019 ore19:45  Questa mattina sono stato a Reggemilia alla mostra-scambio organizzata dalla SOR. A parte il piacere di incontrare i tanti amici (e ospiti del mio blog) ne sono uscito con una buona impressione.
Era da tempo che non vedevo passare di mano così tanti uccelli, sono stati davvero pochi coloro che sono tornati a casa con i trasportini ancora pieni. Ovviamente ci sono specie che "tirano" più di altre, ma mi piace pensare che S. Valentino sia stato un buon segnale per il futuro.

Alex Valentini (Hobby Natura) mi diceva che in passato ha allevato i basettini e mi ha raccontato la sua interessante esperienza. A suo dire è una specie che attribuisce un valore importante ai legami parentali ma che sopporta mal volentieri gli estranei. Mi raccontava che se si riesce ad azzeccare la "coppia giusta" si possono ottenere risultati molto soddisfacenti.
Lui lasciava tutti i figli nella stessa voliera e capitava di frequente che i pulli della prima covata aiutassero i genitori ad imbeccare quelli della covata successiva.
Chissà se mai un giorno ....
15feb2019 ore20:00 Le ultime disposizioni sulla ricetta elettronica veterinaria (>>>)
14feb2019 ore10:25

In foto il mio "Capone", uno splendido maschio Agata proveniente da uno dei più blasonati allevamenti
Dopo 4 mesi di esperienza con i becchidritti (Cardellini nostrani, Cardellini major, Cardinalini del Venezuela, Basettini, Usignoli del Giappone) devo dire che sono molto soddisfatto. Ero preoccupato per gli aspetti sanitari, in particolare per i cardellini, che tutti mi dicevano essere molto delicati, ed invece sono ancora tutti in perfetta forma.
Molti di loro sono stati trattati in passato con antibiotici (anche pesanti), soprattutto per contenere la coccidiosi, di conseguenza devo tenerne conto mentre cerco di "accompagnarli" alla normalità.
Appena presi ho fatto un ciclo di anticoccidico (Coxivet 10%) al quale ha fatto seguito la somministrazione di vitamina K per finire con un farmaco che rafforza le difese immunitarie (Viruxan 5%). Anche l'alimentazione l'ho calibrata con tanti semi ed erbe selvatiche che aiutino a purificare l'organismo. Ogni mattina la prima cosa che controllo sono le feci ... e l'aspetto di ogni esemplare. Per ora tutto bene. Fra qualche giorno li sposterò dalle gabbie alle voliere e sono incerto se rifare nuovamente il ciclo completo dei trattamenti oppure solo il Viruxan.
12feb2019 ore09:10 Ai carabinieri-forestali in questo caso va tributata una standing ovation ... (>>>)
12feb2019 ore08:50 Messaggio subliminale per gli interessati: siete anche vigliacchi, non avete neppure il coraggio di assumervi la responsabilità delle vostre azioni!!
12feb2019 ore08:50 Nell'attesa che venga emanato il decreto attuativo della Legge sul "Registro delle opposizioni" (dovrebbe impedire le telefonate moleste soprattutto relative al telemarketing) ho deciso che non risponderò più alle telefonate in arrivo da numero fisso.
Perciò se qualche qualcuno di voi ha necessità di telefonarmi è pregato di utilizzare un cellulare. Grazie.
11feb2019 ore08:10 Devo ringraziare il buon Roberto Garavaglia che ieri ha fatto un copia-incolla del post qui sotto e l'ha pubblicato su Facebook provocando una sbrodolata di discussioni, alcune delle quali con poco senso.
Provo a rispondere da qui cercando di chiarire le ragioni per le quali ho pubblicato il post:
1) la commissione scientifica CITES svolge un ruolo importantissimo soprattutto per quanto riguarda gli orientamenti della legislazione in materia di allevamento, detenzione e commercio degli uccelli. Noi allevatori, che ne siamo i destinatari e quindi i più esperti, siamo esclusi dalla commissione e siamo comandati da coloro che vorrebbero "gli uccelli sui rami e non nelle gabbie";
2) da sempre, sul mio blog, sono stato ipercritico nei confronti della FOI che da decenni ha snobbato il rapporto con le istituzioni, mantenendo un basso profilo ed evitando accuratamente di fare valere il proprio peso elettorale, l'unico argomento verso cui sono sensibili i politici moderni.  (18.000 iscritti x 3 membri a famiglia = circa 50.000 voti);
3) gli animalisti, che sono una lobby trasversale a tutti i partiti, si sono intrufolati da anni dentro la burocrazia della pubblica amministrazione arrivando a ricoprire posizioni dirigenziali, c'erano con il precedente governo e ci sono anche con questo;
4) sul mio blog non ho mai fatto politica e neppure intendo farla poiché ritengo che l'hobby debba essere apolitico, ho solo evidenziato il fatto che, in quanto allevatore, ho visto andare deluse le aspettative mie e di coloro che speravano che la Lega ripetesse, almeno in parte, a livello nazionale quanto aveva dimostrato nelle amministrazioni locali da essa governate.
Per intenderci: in Veneto la Lega Nord ha sempre sostenuto a spada tratta gli interessi dei cacciatori contro quelli degli animalisti, la Lombardia é l'unica regione di Italia dove si possono detenere 30 silvani protetti senza richiedere l'autorizzazione, ebbene, arrivata a Roma ci ha dato due segnali esattamente opposti: a) i carabinieri forestali, ancora una volta, hanno firmato un protocollo di collaborazione con gli animalisti per l'assistenza specialistica; b) hanno prodotto quello schifo di decreto che ho pubblicato ieri.
10feb2019 ore12:40
Il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, On. Sergio Costa, ha nominato con Decreto n. 14 del 29.01.2019 i dieci membri che andranno a comporre la Commissione scientifica centrale CITES.
Noto con grande disappunto che noi allevatori siamo rappresentati da personaggi appartenenti ad associazioni ambientaliste e animaliste:  WWF, LIPU e (addirittura) LAV!!
Alcuni amici leghisti sostenevano che con la Lega al governo, per noi allevatori, sarebbe cambiato tutto... E' vero, concordo ... avevano proprio ragione, è cambiato tutto ... ma in peggio!!
10feb2019 ore07:30 Dopo aver letto la notizia del 30gen relativa alla possibile pubblicazione di un mio intervento sul CORRIERE ORNITOLOGICO della AOT di Palermo immagino che stavate in ansia nell'attesa di una eventuale conferma. Ebbene, potete tranquillamente rilassarvi poichè é stato raggiunto l'accordo economico con annessi e connessi, pertanto avrete il piacere di leggere il mio articolo-vademecun che tratterà della legislazione regionale relativamente alla salvaguardia della fauna autoctona.
Vi consiglio di prenotare per tempo la rivista che uscirà a breve, perchè le 2.000 copie che saranno stampate andranno sicuramente a ruba!
Ne approfitto per fare i miei complimenti a Gianni Matranga il quale, nonostante i tempi particolarmente difficili per il nostro settore, é riuscito a raccogliere le sponsorizzazioni necessarie per la copertura dei costi.
09feb2019 ore07:25
La stupenda foto del verdone, ripreso in mezzo ad una bufera di neve sulle colline ternane, è valsa il 1° premio  (categoria Mondo Animale) a David Francescangeli all'annuale concorso fotografico indetto da National Geographic. Complimentissimi a David!!
08feb2019 ore18:05 Robe da non credere ... io dentro la voliera che tentavo di pacificare i basettini e loro che continuavano (tutti e quattro) a darsele di santa ragione. Il maschio che era fuggito nella voliera degli usignoli dopo aver litigato per un paio d'ore con l'altro attraverso la rete é riuscito a rientrare.
Una caporetto. Le due coppie si sono azzuffate con una violenza indicibile. Per fortuna che ho assistito al rientro del maschio nella voliera dei loro simili e sono intervenuto prontamente catturando una delle due coppie per rimetterla nella volieretta dov'era prima (Terenziani100x50x50cm)
Ero convinto anch'io che potessero convivere in colonia perchè in natura se ne vedono di frequente dei gruppetti numerosi che saltano da una canna palustre all'altra.
Evidentemente in cattività, o in determinati periodi, non accettano la convivenza con altri loro simili.
E va beh ... è andata male... ora però devo trovare una soluzione adeguata per la seconda coppia ... dato che non ho più voliere disponibili...
08feb2019 ore12:42
Questa mattina l'ho trascorsa con il naso appiccicato alla rete delle mie voliere per osservare il comportamento dei miei becchidritti appena liberati. Poche sono le cose che danno più soddisfazione che vedere gli uccelli muoversi in un ambiente praticamente naturale. Osservare gli Usignoli del Giappone (che poi del Giappone non sono, ma indo-cinesi) districarsi in mezzo al bambù per poi razzolare per terra alla ricerca di qualche verme è un vero spettacolo.
Con i basettini invece è successa una cosa imprevista. Tutti mi avevano detto che avrebbero convissuto in colonia senza problemi ed invece qualcosa deve essere andato storto. Uno dei due maschi è un vero e proprio indemoniato, prepotente ed arrogante come pochi, ha aggredito tutti gli altri, in particolare il maschio. In vita mia avevo visto solo le cinciallegre attaccare in un modo così violento gli avversari.
Dopo essere entrato in voliera diverse volte per dividerli (restavano attaccati l'un l'altro rotolandosi per terra) ho deciso di allontanarmi per andare a prendere il retino per dividerli. Al mio ritorno mi sono accorto che il delinquente era riuscito a passare nella voliera a fianco (quella degli usignoli) passando in mezzo alla rete, che per una parte ha una maglia di 2x2 cm.
Per ora ho lasciato il mondo com'è ... perchè i tre basettini vanno d'accordissimo e la coppia di usignoli sopporta l'intruso con una certa superiorità (almeno per ora...)
07feb2019 ore20:40 Non vorrei essere accusato di stalking nei confronti di coscialungaconautoreggenti, ma me ne combina una al giorno ... non so più cosa fare con sta ragazza?
Questa é una proposta di Legge intitolata "Codice delle disposizioni per la tutela degli animali di affezione" che ha presentato a suo tempo e che a breve sarà discussa in Parlamento, leggete che roba propone  (>>>)
Vi copio parzialmente due degli articoli più significativi:
Art. 23. (Obblighi per la detenzione per finalità economiche e divieti).
1. Le attività concernenti la vendita, l'allevamento, l'introduzione da Paesi dell'Unione europea nonché da altri Paesi e la custodia di animali non possono essere esercitate con forme giuridiche limitative delle responsabilità di soci o associati. Tali attività sono sottoposte ad autorizzazione e devono garantire: a) una idonea fideiussione proporzionata al numero di animali detenuti e censiti annualmente, utilizzabile dall'amministrazione comunale per il mantenimento e la cura degli animali nei casi in cui il gestore sia impossibilitato al mantenimento degli animali in forza di un provvedimento amministrativo o giudiziario. L'importo di tale fideiussione è individuato con apposito provvedimento dal Ministero della salute; b) la nomina di un direttore sanitario che provveda a redigere un piano sanitario della struttura a disposizione degli organi di vigilanza, garantendo almeno tre visite a settimana nella struttura e il servizio di pronto soccorso ventiquattro ore al giorno; c) un registro di carico e scarico degli animali che deve essere aggiornato contestualmente ad ogni carico e scarico, corredato della documentazione sanitaria e vidimato dal servizio veterinario ufficiale. Il registro è conservato, presso la struttura stessa, per cinque anni e deve essere prontamente esibito a richiesta degli organi di vigilanza; d) un archivio delle cartelle cliniche di tutti gli animali aggiornato quotidianamente, tenuto a cura del direttore sanitario attestante: i dati identificativi dell'animale, eventuali patologie, data e tipologia delle terapie somministrate e degli interventi chirurgici, certificati di morte, timbro e firma del veterinario che segue l'animale; e) lo smaltimento delle carcasse degli animali deceduti, tramite incenerimento presso impianti autorizzati.
3. Negli esercizi commerciali è vietata la vendita di cani e gatti, la detenzione di animali in conto vendita nonché l'esposizione di animali nelle vetrine o all'esterno del punto di vendita. Gli animali detenuti devono essere registrati entro dodici ore dall'inizio della detenzione nel registro di carico e scarico e devono essere costantemente riparati dal sole e regolarmente riforniti di acqua e cibo a seconda della specie. La permanenza degli animali nel negozio non deve superare i sessanta giorni, decorsi i quali il gestore deve regolarmente e periodicamente ricercare idonea collocazione degli stessi, dandone comunicazione scritta al servizio veterinario ufficiale e al comune entro sette giorni dal trasferimento. Il medesimo onere permane in capo al gestore nei casi di chiusura dell'attività.
4. Le attività commerciali non possono detenere più di duecento animali.
5. Sono vietate le attività ambulanti e occasionali inerenti la vendita diretta o indiretta di animali.
6. È vietato l'allevamento di animali per la sperimentazione o al fine di ottenere pellicce.
7. È consentita la riproduzione e la vendita di animali esclusivamente agli allevatori previamente autorizzati.
8. L'allevatore è responsabile del benessere degli animali allevati. È consentita la riproduzione esclusivamente di animali certificati perché privi di difetti fisici o psichici.
9. È vietata la cessione di animali ai minori di anni diciotto, ai soggetti interdetti alla detenzione o a soggetti che non ne garantiscano la corretta custodia e gestione nonché a soggetti che non diano garanzie di buon trattamento in quanto non compatibili per carattere, età e capacità specifiche, con la specie oggetto di cessione.
10. Le attività di cui al presente articolo, già autorizzate alla data di entrata in vigore della presente legge, devono conformarsi ai requisiti prescritti dalla medesima legge, entro il termine di diciotto mesi dalla data della sua entrata in vigore.
Art. 24. (Fiere, mostre e manifestazioni con l'utilizzo di animali).
1. Sono vietate le fiere e le manifestazioni itineranti aventi ad oggetto animali.
2. Le mostre di animali, le esposizioni, i concorsi, le prove e le gare, che prevedono la presenza di animali di affezione possono svolgersi solo previa acquisizione del nulla osta rilasciato dal servizio veterinario ufficiale a seguito dell'accertamento delle condizioni igienico-sanitarie e dei requisiti tecnici necessari ai fini della tutela del benessere animale. Tutti gli animali devono comunque essere provvisti di certificazione medico-veterinaria di buona salute riportante la copertura vaccinale e i trattamenti contro endoparassiti ed ectoparassiti. o) far riprodurre e cedere a qualsiasi titolo animali di affezione fra privati non autorizzati; p) vendere animali attraverso la rete internet, giornali o riviste;
06feb2019 ore09:05 Guai in vista per coscialungaconautoreggenti e per il suo papà ... accusati di bancarotta fraudolenta per il fallimento, nel 2009, dell'azienda di famiglia.
Avevano fatto un buchetto da 55 mln. di euro ... ma in questo paese chi ha soldi può permettersi i migliori e più "intrallazzati" avvocati ed una infinità di gradi di giudizio ...
Ora ricorreranno alla Corte Europea dei diritti dell'uomo, poi si vedrà dove ricorrere ..... (>>>)
05feb2019 ore16:43
Mah.... Pare proprio che presto avremo una nuova Legge che imporrà l'iscrizione degli animali da affezione nello "stato di famiglia" ed anche nella famiglia base delle statistiche ISTAT.
Tutto questo ben di Dio lo dovremo alla stringente azione politica di coscialungaconautoreggenti che si è vista approvare la proposta di legge intitolata: “Disposizioni concernenti l’indicazione degli animali di affezione nelle certificazioni anagrafiche”.
Finalmente!! se ne sentiva proprio un gran bisogno di questa cosa!!  (
>>>)
05feb2019 ore10:40 Sul sito della SOR sono state pubblicate le statistiche ed alcune valutazioni sulla Mostra internazionale del novembre u.s. (>>>).
I dati, se mai ce ne fosse stato bisogno, confermano che le sorti dell'ornitologia italiana dipendono dagli esiti di quella manifestazione.
L'unico sbocco commerciale aperto in questi tempi di vacche scheletriche, soprattutto grazie alla sua internazionalizzazione, è quello reggiano.
01feb2019 ore11:30 Come promesso ho appena inviato all'URP della Regione Emilia Romagna un secondo messaggio in relazione alla questione del cardellino major.
Se vi interessa la cosa, l'ho pubblicata qui (a fondo pagina) (>>>)
31gen2019 ore11:10 Ricevo una e-mail dal Presidente del Gran Galà che pubblico:
Ciao Daniele, ho visto la polemica sui giudici FOI.
L'idea di fare una mostra è partita da un iscritto Dario Loreti, e per la stima che ho nei suo confronti ho voluto portare avanti questa idea, al consiglio direttivo hanno giudicato l'idea fattibile, avremmo giudicato noi una commissione del GRAN GALÀ, ma nel frattempo abbiamo inviato  alla FOI anche una domanda di affiliazione, da lì la richiesta di poter avete i giudici, i tempi e qualche inghippo non ci hanno permesso di essere in regola, NOI ogni anno invitiamo la FOI, anche per l'amicizia che abbiamo con i vertici e i GIUDICI, perciò come già detto una commissione del GRAN GALÀ DI PAPPAGALLI di esperti allevatori, hanno giudicato e compilato le schede, ed assegnato il primo, secondo, e terzo, i giudici presenti FOI  hanno solo controllato come avevamo proceduto, in onor dell'amicizia che ci lega.
Il mio obbiettivo e quello di questa fantastica associazione e quello di coinvolgere il più possibile tutti gli appassionati,  ed essendo anche Presidente FOI Queste polemiche mi fanno solo sorridere.
Buona serata Maurizio Bavaresco 

Caro Presidente, non intendo assolutamente alimentare la polemica e con il sorriso sulle labbra ti dico che quando si pesta una cacca, e può capitare a tutti, la cosa migliore è dire: "Opss, l'ho pestata, la prossima volta dovrò stare più attento.."
31gen2019 ore09:15 La ricetta elettronica veterinaria avrebbe dovuto salpare il 1 gennaio 2019 ma è ancora in alto mare ...
Il 15 gennaio si é tenuto un incontro presso il Ministero con le associazioni interessate per mettere a punto le procedure, in ogni caso non si partirà prima di due-tre mesi. Nel frattempo si potrà utilizzare sia la ricetta cartacea che elettronica, a secondo del tipo di farmaco, come risulta chiaramente da questo articolo (>>>)
30gen2019 ore09:25 Con la storia del cardellino major mi sto facendo una bella esperienza sulla legislazione relativa alla protezione della fauna autoctona. Mi sto spulciando le leggi emanate dalle diverse Regioni italiane e saltano fuori cose davvero interessanti.
Fino ad oggi ho pensato che non fosse possibile trovare normative più incasinate di quelle relative al CITES ma mi sbagliavo di grosso!!
Al riguardo, sto buttando giù alcune cose in uno scritto che dovrebbe apparire sul prossimo numero del "CORRIERE ORNITOLOGICO" edito dalla AOT di Palermo, sempre che si riesca a trovare l'accordo economico sui diritti (dovrò pagare per farmelo pubblicare....)
In assoluta anteprima ho il piacere di comunicarvi che presto potrete tornare a leggervi questa bella rivista che l'accoppiata Cotti/Matranga sta rimettendo in piedi con tutti i miglioramenti del caso.
29gen2019 ore16:00 Su ragazzi, fate i bravi, va là.....
Vi allego uno stralcio del verbale del Consiglio Direttivo Federale tenutosi in data 21-22 settembre 2018 (punto 12 - Varie ed eventuali):

  
29gen2019 ore07:15 Un interessante aggiornamento sulla "questione del cardellino major" (>>>)
28gen2019 ore10:33

Caro Daniele

Ieri sono stato a visitare la mostra del Gran galà a Visnà, speravo di incontrarti per fare due chiacchiere ma mi hanno detto che non saresti venuto.

Sono rimasto sorpreso nel vedere che all’interno della manifestazione si è svolta una vera e propria mostra competitiva, con uccelli di soci e giudici FOI giudicati addirittura da giudici FOI, come da foto che ti allego.

Proprio in questi giorni ho letto su Facebook una pesante polemica sulla impossibilità dei giudici FOI di giudicare in altre iniziative che non siano associazioni federate.

Tu ne sai qualche cosa? considerato che sei un socio e un sostenitore del Gran Galà.

Se vuoi puoi pubblicare la mia e-mail ma se non la pubblichi ti posso anche capire e mi accontento del tuo parere in pvt.  

Amico mio, istintivamente mi verrebbe da risponderti: "vuolsi cosi colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare..." ma preferisco darti una mia risposta schietta anche se non ti piacerà fino in fondo. Un amico mi aveva accennato a questa storia raccontandomi cose strane che avevo fatto finta di non sentire perchè, sinceramente, non me ne frega più di tanto!
Il progetto a cui tenevo molto, che era quello della riqualificazione dell'intero comparto giudici O&aP, è miseramente fallito, di conseguenza mi sono ritirato in buon ordine immaginando che a questo punto ognuno cerchi di salvare la pelle aggrappandosi dove può...
Ti ricorderai che a suo tempo mi sono impegnato molto per il riavvicinamento della FOI alle "aggregazioni esterne", Gran galà in particolare, poiché ritengo che in tutti i casi l'unione faccia la forza, ma a mio modo di vedere si dovrebbero seguire percorsi trasparenti e rispettosi delle regole. Ora sarà molto più agevole per l'ABC (associazione bolognese) sostenere che il PPS (Partito della Pacca sulla Spalla) ha fatto proseliti arrivando fino alle poltrone dei piani più alti del palazzo!!
Caro amico, ti ringrazio per il tuo suggerimento ed invito te e tutti gli altri ospiti a mandarmi tranquillamente qualsiasi cosa ... se non sarà offensiva la pubblicherò certamente.
28gen2019 ore07:35 In data 15gen2019 ho inviato all'URP della Regione Emilia Romagna un quesito-proposta semplicissimo. Ho chiesto di chiarire a tutti gli operatori distaccati sul territorio regionale ed agli allevatori interessati se il carduelis carduelis frigoris (cardellino major) debba considerarsi fauna autoctona oppure no, considerato che le interpretazioni degli operatori sono eterogenee.
Sono trascorsi oramai 13 giorni e non ho ricevuto nessuna risposta.
Credo che sia un mio diritto in quanto cittadino (ed allevatore di carduelis) di questa regione, avere una interpretazione autentica di una norma la cui applicazione risulta ambigua.
Se alla fine di questa settimana non sarà pervenuta alcuna risposta provvederò a sollecitare mettendo sul piatto della bilancia anche il peso del nostro "Gazzettino ornitologico".  
25gen2019 ore17:00 Le manifestazioni da non perdere:
Domenica 27 gennaio c'è il Gran Galà dei pappagalli al Centro Vicinalis a Visnà di Vazzola (TV). Oltre ad una esposizione di pappagalli di grande qualità si svolgerà anche la tradizionale mostra scambio di notevole livello.
Domenica 17 febbraio presso la fiera di Reggemilia si svolgerà la 14° edizione della mostra scambio di San Valentino. Sono già stati prenotati 200 tavoli e 60 operatori commerciali hanno confermato la loro presenza. 
23gen2019 ore19:35 In questi giorni ho concluso affari importanti! Mi sono portato a casa ben due coppie di Usignoli del Giappone acquistati da due primarie uccellerie romagnole.
Entrambe le coppie sono sprovviste di anello ma sono tranquillo perchè mi è stato consegnato il regolare documento di cessione ... nel pieno rispetto della legge della minxxxx italiana.
Non ho fatto le foto per non agitarli più del necessario ma sono veramente belli, appena li libererò nelle voliere (una coppia in ognuna) farò un bel servizio fotografico e lo pubblicherò.
A proposito, se qualcuno volesse qualche coppia mi può contattare che gli giro il recapito dell'uccelleria che li cede con regolare documento e ad un prezzo veramente onesto!!
21gen2019 ore09:40 Per gli amanti delle baruffe... Continua l'aspra polemica fra l'ABC (Associazione bolognese) ed il Consiglio Federale FOI in merito ai fatti accaduti alla mostra di Faenza 2018. Sul sito dell' ABC é stata pubblicata una durissima requisitoria confezionata da un suo dirigente (>>>)
Se siete interessati ad approfondire la questione potete andare a leggere i post che ho scritto il 31ott2018.
La mia natura mi porterebbe a saltare in mezzo alla polemica a piedi pari ... ma ad inizio anno vi ho promesso che sarò buono ed intendo mantenere l'impegno... almeno per ora....
20gen2019 ore08:15
Buonasera Daniele,
sono Andrea dalla Spezia e ci siamo sentiti telefonicamente ieri. Ti mando le foto che sono riuscito a fare agli usignoli del Giappone l'anno scorso e una foto relativa all'habitat dove vivono. La zona è ricca d'acqua. Se riuscissi a fare altre foto te le giro. La colonia che vive da me è composta da circa una trentina di esemplari che escono dalla macchia verso le 08 del mattino ed iniziano a spostarsi nelle zone colpite dal sole per scaldarsi. Si muovono a piccoli gruppetti circa una decina di esemplari, ed oltre a cercare cibo sugli alberi non esitano a scendere a terra. Poi durante il giorno si sentono sempre litigare in mezzo al canneto. Per ora non sono ancora riuscito a trovare nessun nido in maniera da poter acquisire ulteriori informazioni. Comunque quando inizia il periodo riproduttivo quasi non si vedono più anche se si sentono, soprattutto i maschi che fischiano.
Spero che di averti fatto cosa gradita con queste misere foto.
Ti auguro buona serata
Andrea
Grazie Andrea, una bella testimonianza diretta che mette in discussione quanto avevo appena scritto in merito alla territorialità.  Da quanto racconti pare che vivano felicemente in colonia anche se manca un pezzo importante che tu stesso evidenzi; il comportamento che assumono nella fase della riproduzione. Ti confesso che sono incerto se mettere in una voliera da 4x2x1 due coppie oppure una sola, sempre che riesca a trovarle ...
19gen2019 ore16:30 Ultimamente i miei orizzonti ornitologici si stanno espandendo a dismisura... Vi racconto cosa ho imparato sugli Usignoli del Giappone. Ci sono un sacco di colonie in libertà un po' in tutta Italia, mi confermano grosse concentrazioni in Toscana, in Liguria e nel Lazio. In natura si riproducono con estrema facilità mentre in cattività sono molto difficili.
Un mio amico mi diceva che in passato li ha avuti ed è riuscito a riprodurli, ma richiedono voliere molto ampie con molto verde, sono molto territoriali per cui mal sopportano la presenza di altri esemplari. Anche l'alimentazione va dosata con particolare attenzione facendo uso di diversi tipi di bigattini a secondo del periodo (stimolazione alla riproduzione e imbecco dei nidiacei).
Questa é la ragione per la quale la quasi totalità degli esemplari che si trovano in commercio sono di cattura. Se ne trovano a prezzi bassissimi (40-50 euro l'uno) senza anello e senza nessun documento ed altri con anello e relativi documenti (?) a prezzi più elevati.
In seguito al mio post di ieri, nel quale mi dichiaravo interessato all'acquisto di una coppia, mi ha telefonato un allevatore (che ringrazio) dicendomi che la sua uccelleria di fiducia li cede senza anello ma con regolare documento di cessione estero e che secondo lui sono regolari essendo stati controllati più volte dalla forestale.
Io nutro tutte le mie perplessità che sia regolare una roba del genere ... in quasi tutti i paesi europei non esistono registri e burocrazia varia, ma vige l'obbligo del marcaggio quale unica prova di nascita in cattività (per l'allegato B) mentre in Italia foraggiamo una montagna di burocrazia ma non è obbligatorio l'apposizione dell'anello. 
Di conseguenza potrei trovare un sacco di amici tedeschi, belgi oppure olandesi disposti a farmi pervenire una dichiarazione nella quale affermano di avermi ceduto degli usignoli senza nessun rischio da parte loro dato che quel documento nel loro paese non ha nessun valore.
19gen2019 ore09:00 Queste sono le cose che mi piacciono....  (>>>)
18gen2019 ore17:22 Questa mattina ho telefonato alla mia amica farmacista per chiederle se mi faceva la cortesia di passarmi un medicinale per animali come ha sempre fatto in passato.
Non mi ha insultato prechè mi vuole bene ma ha cominciato ad inveire contro tutto e contro tutti perchè dal 1° gennaio è entrato in vigore l'obbligo della ricetta elettronica anche per le ricette veterinarie ma il sistema non funziona e gli addetti ai lavori (veterinari, farmacisti) non sanno come comportarsi.
Decreti attuativi, emendamenti e quant'altro, sono ancora ben oltre l'alto mare...
Ho trovato questo articolo su portale dell' ANMVI che vi linko (>>>)
18gen2019 ore09:40 Tutto il mondo é paese ... anche nel nostro (piumoso) ci sono commercianti seri, come Dario Loreti e Luigi Cicero nei becchistorti ed Alex Valentini nei becchi dritti, e quelli meno seri .... che mi verrebbe la tentazione di elencare ..... va beh, lasciamo stare che é meglio ...
                                                              ***
Sto cercando una coppia di Usignoli del Giappone (Leiothrix lutea), inanellata e con regolare documentazione al seguito. Spero di trovarla a Reggemilia il 17 febbraio...
18gen2019 ore09:40 Un bellissimo album di foto di Mary & Gino  (>>>)
17gen2019 ore18:30 Domenica 17 febbraio presso la Fiera di Reggemilia la SOR organizza la 14° Mostra scambio di San Valentino. Vi rammento che si svolgerà solo nella mattinata e si concluderà con il tradizionale spuntino.
15gen2019 ore10:22 Ho preparato una richiesta di chiarimenti/proposta da inviare alla Regione Emilia Romagna in merito alla questione del cardellino major.
La pubblico su questa pagina (>>>) e siccome sono ancora abbastanza sprovveduto su questa materia vi chiedo di darci un'occhiata e di farmi presente eventuali castronerie che possa aver scritto.
Grazie fin da ora per la collaborazione.

(aggiornamento delle ore 14:09) - Ringrazio gli amici che con il loro prezioso contributo mi hanno permesso di mettere a punto la missiva per la Regione E/R. L'ho appena inviata ... ora vediamo che cosa ci risponderanno i nostri interlocutori ...
15gen2019 ore09:40
Questa notte una bottarella di terremoto ci ha fatto saltare giù dal letto con una certa fretta!!
Per fortuna é stato di lieve entità e non ha provocato danni alle persone e neppure alle cose.
Gli animali invece lo hanno sentito sicuramente più di noi così detti umani: i miei due cagnoni mi si sono rifugiati tremolanti in mezzo alle gambe e questa mattina ho trovato i miei amici con le piume particolarmente agitati.
In molte voliere di becchistorti ho notato diverse penne per terra e ciò mi fa pensare che, impauriti dalla scossa, abbiano sbattuto di brutto.
Non ho notato ferite sulla testa anche se hanno mantenuto un comportamento nervoso e non si sono avvicinati alle mangiatoie come fanno di solito dopo che gli ho somministrato la razione quotidiana.
Invece, nel reparto dei becchidritti ho osservato la perdita di molte remiganti da parte dei cardellini nostrani.
Ho subito telefonato al mio consulente (Alex Valentini) per avere chiarimenti e mi ha rassicurato dicendomi che è normale che i cardellini, nostrani in particolare, si lascino cadere le penne delle remiganti nei momenti di paura. Boh! Chissà poi perchè?
15gen2019 ore08:00 Per conto di un amico. Cerco femmina di eupsittula pertinax pertinax di 2/3 anni ed una femmina di eolophus roseicapilla di 3/4 anni. Grazie
14gen2019 ore13:33 Sulla questione del "cardellino mayor", che viene considerato autoctono in mezza Regione Emilia Romagna, ci sto lavorando ...
Venerdì scorso ho inviato una e-mail ad una Dott.ssa del distaccamento di Ravenna (che reputo molto preparata) con la quale avevo sbrigato tutte le pratiche relative alle concessioni ma ho ricevuto, per conoscenza, l'inoltro del mio quesito ad altro ufficio in quanto la mia interlocutrice risulta assente per malattia e ne avrà per molto... Sono in attesa che qualcuno mi risponda anche se temo che non otterrò soluzioni definitive. In ogni caso, entro la settimana porrò il quesito direttamente alla Regione Emilia-Romagna.
Per non scrivere delle baggianate mi sto documentando, anche se più entro nell'argomento e più mi  accartoccio. Per risalire alla "Legge madre" sono partito dal documento finale, quello che indica le procedure per la concessione delle autorizzazione, il DGR 1519/03, in pratica le direttive operative necessarie per l'applicazione della L.R. 8/1994, art. 62, comma 1, lett. c.
Questo documento, all'art. 1 (ambito di applicazione) dice che si applica "alla fauna selvatica autoctona omeoterma rientranti nel campo di applicazione della L.n. 157/1992".
Se andiamo a leggere l'art.2 comma 1 lett. b) della Legge 157/1992  (>>>) troviamo un elenco di specie "particolarmente protette" fra le quali non figura nessun fringillidae.
Un altro indizio lo troviamo all'art. 5 dello stesso DGR 1519/03 dove si parla dell'obbligo della marcatura dei capi allevati e recita testualmente: "devono essere marcati con apposito contrassegno i capi presenti in allevamento che: - appartengono a specie non incluse nell'elenco delle specie cacciabili di cui all'art. 18 comma 1 della L 157/1992..."
Se andiamo all'art. 18 della Legge 157/1992 (specie cacciabili...) troviamo l'elenco di tutte le specie cacciabili con relativi periodi ma non sono citati i fringillidi.
In buona sostanza dice: vanno marcati tutti gli esemplari delle specie di fauna autoctona ad eccezione di quelle cacciabili ed elenca solo queste ultime.
Insomma, finito il gioco dell'oca sono ritornato al punto di partenza: non esiste da nessuna parte un elenco ufficiale con le specie da proteggere!!
Per un attimo mi sono messo nei panni degli operatori locali che si trovano a dover applicare concretamente la predetta normativa ... e mi hanno fatto tanta pena ...
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Un ultimo grave errore che commettono i legislatori e/o gli esperti del nostro settore nella definizione della fauna è quello di indicare la nomenclatura binomiale (Genere e Specie) e non quella trinomiale (Genere, Specie e sottospecie) per cui nel caso del cardellino major, che è una sottospecie, si deve per forza fare ricorso al buon senso contra legem poichè nelle binomiale vengono comprese anche tutte le sottospecie.
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Proprio mentre ultimavo queste considerazioni ho ricevuto la telefonata del Dott. Mazzolani, funzionario della ex provincia di Ravenna, in riferimento al quesito di cui sopra. Abbiamo concordato che la cosa migliore da fare è interessare la Regione Emilia Romagna.
13gen2019 ore20:30 La serata di gala ai campionati mondiali COM di Zwolle con tanto di orchestra e ballerine brasiliane.. Buon divertimento a tutti!!   (ahahahhahah)  (>>>)
13gen2019 ore10:15 Voglio socializzare un interessante scambio di opinione che ho avuto con un caro amico riguardante il comportamento che si dovrebbe adottare per quanto riguarda la fauna alloctona nel nostro paese.
Su questo argomento le sensibilità di ognuno di noi possono essere estremamente diverse e credo anche che tutte debbano essere rispettate ed accettate.
In merito agli Usignoli del Giappone dicevo al mio amico che ho rifiutato l'acquisto dei soggetti di cattura solo perchè ritengo che si debba rispettare la Legge sempre ed in ogni caso, anche quando si ritiene sbagliata. Trovo pericolosissimo che ognuno di noi decida se applicarla o meno in base al proprio giudizio di legittimità. Lo ritengo un principio molto grave che si scontra con i basilari principi della convivenza civile. Ci si deve impegnare per farla cambiare piuttosto...
Dicevo che non avrei avuto nessuno scrupolo morale a rinchiudere in cattività esemplari prelevati da un ambiente che non gli appartiene.
Io sono un convinto sostenitore della necessità di recuperare un ambiente naturale originale con tutte le sue tipicità, dalla flora alla fauna a tutto il resto.
Purtroppo da secoli l'uomo si è divertito a devastare il territorio mandando in frantumi la catena biologica (distruzione degli habitat, utilizzo sfrenato di insetticidi, inquinamento di ogni tipo, introduzioni di specie alloctone etc. etc.) ed oggi assistiamo all'espandersi a dismisura di alcune specie a discapito di altre con danni ambientali ed anche economici gravissimi (si pensi alle nutrie, ai pesci siluro, ai gamberoni rossi etc. etc.).
Soprattutto nelle aree di pianura dove non esiste quasi più vegetazione, oppure viene trattata con antiparassitari e insetticidi, constatiamo la totale scomparsa di moltissime specie di uccelli mentre altri aumentano a dismisura: nella mia zona non esistono più fringuelli, cardellini e simili, le stesse gazze stanno per essere sopraffatte dalle invadenti e feroci ghiandaie comuni.
Non ci sono più i predatori (rapaci diurni e notturni, le volpi, uccise in buona parte dai cacciatori) ai quali la filiera biologica aveva affidato il compito di mantenere l'equilibrio.
E' oramai impossibile recuperare i vecchi equilibri, ma ritengo che sia necessario agire fin da subito per cercare di interrompere questo trend che ci porterebbe alle "monospecie e macchia di leopardo"
Io abolirei la caccia tradizionale, tutta e su tutto il territorio nazionale e formerei con appositi corsi dei "cacciatori selezionatori" con il compito di abbattere quelle specie che ogni ente territoriale (una volta esistevano le Province...) dovrebbe indicare attraverso appositi piani di riequilibrio redatti annualmente.  
13gen2019 ore09:10 Ricevo il seguente Fonogramma dal nostro corrispondente da Zwolle (NL): "Elezioni presidente COM - STOP - asfaltato presidente FOI - STOP - 12 voti a favore e 30 contro - STOP - grande dolore e costernazione - STOP - vi tocca tenervelo in FOI - STOP - Auguri- STOP"
12gen2019 ore15:00
Vi racconto questa. E' da un po' di tempo che cerco due coppie di Usignoli del Giappone (Leiothrix lutea)... Qualche giorno fa ho visto su Facebook il messaggio (con foto di una gabbia piena di usignoli) di un signore che ne proponeva la vendita, ovviamente l'ho subito contattato. Mi ha confermato la disponibilità immediata di tutte le coppie che volevo e mi ha proposto prezzi da "fuori tutto" (poche decina di euro per ogni esemplare). Quando gli ho chiesto se erano di provenienza nazionale oppure estera mi ha risposto dicendo che erano nati in toscana ma non portavano nessun anello e che non era in grado di farmi il documento di cessione, in ogni caso se ero interessato, avrebbe potuto procurarmi esemplari inanellati e con regolare documento ma il prezzo sarebbe lievitato da poche decina a molte centinaia di euro!
Preciso che il Leiothrix lutea non è autoctono ed è inserito nell'allegato B) del CITES, e considerato nella "lista dei 35" in quanto specie facilmente e comunemente allevata in cattività.
Ho poi telefonato ad un amico che abita da quelle parti e mi ha confermato che in zona ci sono diverse colonie di questi uccelli (fuggiti dalla cattività) che si sono ambientate perfettamente e che alcuni bracconieri li catturano per poi venderli.
Ho rifiutato l'offerta di quel signore e mi sono rivolto ad un altro commerciante che mi ha assicurato che me li procurerà regolarmente inanellati e con relativo documento di cessione ad un "prezzo umano".
Gironzolando sul web ho trovato il Leiothrix lutea in compagnia dei parrocchetti monaci (myiopsitta monachus) e dei parrocchetti dal collare (psittacula krameri) nella lista della fauna alloctona in predicato per essere inseriti nella black list delle specie invasive annualmente aggiornata da una apposita commissione UE. 
Una vera e propria contraddizione in termini ... mentre il CITES protegge questa specie, la commissione UE potrebbe (giustamente, a mio parere) inserirla nella lista di quelle da eradicare dalla "natura adottiva"...
11gen2019 ore18:45
I complimenti che ho fatto agli allevatori di becchistorti devo allargarli anche per quelli dei becchidritti: l'Italia ha fatto davvero un figurone!
A parte il dato complessivo che si rileva dalla tabella che di per sé é ottimo, mi sono divertito a fare un po' di divisioni.
Nel rapporto fra numero di medaglie d'oro e numero di ingabbi siamo i primi assoluti. Infatti, 276 ori su 3197 ingabbi, significa che ci é stata assegnata una medaglia d'oro ogni 11,5 soggetti ingabbiati.
Secondo il Belgio con 12,4, terza l'Olanda con 16,6 e medaglia di legno per la Spagna con 17. 
10gen2019 ore08:40 Per anni ho avuto a che fare (ho ancora...) con la normativa CITES resa complicatissima da norme cervellotiche e soprattutto dal fatto che ogni Ufficio territoriale applica la Legge in base ai propri convincimenti dato che non esiste un coordinamento centrale degno di tal nome. 
Ora mi sto facendo una nuova esperienza con le Leggi regionali, che in forza dei Regolamenti europei per la salvaguardia della selvaggina autoctona, legiferano sulla materia in assoluta autonomia. E fin qui ci può stare ...
Mi sono letto quasi tutte le leggi della Regione Emilia Romagna e le considero complessivamente di buon senso anche se presentano qualche buco. La cosa che non sono riuscito a trovare da nessuna parte è l'elenco delle specie selvatiche che la Regione intende proteggere che secondo me avrebbe dovuto essere allegato alla stessa legge di riferimento. Se qualcuno dei miei lettori riesce a trovarlo gli regalo un Port lincoln.
Ora il grave problema è questo: ogni ex provincia (ora distaccamento regionale) interpreta l'elenco delle specie da proteggere a proprio piacimento.
Per esempio, i funzionari della ex provincia di Ravenna non mi hanno concesso l'autorizzazione per i Carduelis carduelis frigoris (cardellino major) poichè, a mio parere giustamente, non è considerato selvaggina autoctona, ma solo del Carduelis carduelis carduelis (cardellino nostrano).
I funzionari ravennati di fronte alle mie richieste di conferma hanno consultato un vademecun (penso che sia in possesso di tutte le ex-provincie) sulla base del quale mi hanno confermato l'esclusione del major dall'obbligo di legge.
So per certo che funzionari di altre provincie, invece, considerano il "major" compreso nelle specie da proteggere. 
Chi volesse approfondire la questione può iniziare a leggersi la Tassonomia su Wikipedia (>>>)
Niente, da oggi inizierò a rompere le scatole al prossimo per cercare di dare una soluzione a questo problema: inizierò dai funzionari della ex-provincia di Ravenna ... anche perchè se dovessero avere torto, in questo momento mi trovo ad essere un fuorilegge, un bandito!!
09gen2019 ore10:04
Giusto il tempo di mandare in onda la notizia ed ecco la risposta parziale al quesito che avevo appena posto: dall'estratto del verbale dell'ordine dei giudici del 16.08.2018, che un amico mi ha inviato, sembra chiaro che la proposta sia venuta dal presidente del collegio di specializzazione, vale a dire da Luigi Vergari, poi approvata dall'intero consiglio.
A questo punto resta da capire sulla base di quali parametri... il sentimento? l'affetto? la simpatia? la dedizione? il profitto? la fedeltà?  la spartizione politica? uno alla maggioranza e l'altro all'opposizione?
Come noterete l'ho messa sul ridere.....
09gen2019 ore09:28


ennesima
figuraccia
Voglio fare i complimenti a Jérémy Pellerin che a Zwolle ha superato l'esame da giudice internazionale. Mi dicevano che alla prova olandese, per la categoria dei becchistorti, erano presenti tutti i giudici di tutti i paesi fuorché i due italiani: Manzoni e Disint.
Considerato che Manzoni ha sempre dichiarato di non essere interessato alla qualifica di giudice internazionale e che Disint è reduce da un anno di aspettativa (si dice che sia ancora fuori dall'Italia) per cui non credo che sia stato selezionato in base al profitto dell'anno, sarei curioso di sapere da chi sono stati scelti e sulla base di quali criteri....
08gen2019 ore19:55 Mi sono divertito a spulciare la classifica dei Campionati Mondiali e come ad ogni edizione saltano agli occhi i risultati del mitico Rudi Bleyen, che, come al solito, ha stravinto.
Tra l'altro, ha vinto nonostante la presenza di tutti i migliori allevatori che sono abituati a farla da padrone al Masters BVA.
Bleyen non ha mai partecipato al Master e non certo per timore di non ben figurare ma perchè, a suo dire, per preparare i pappagalli per i mondiali gli necessitano almeno sei mesi. 
E' chiaro pertanto che non si tratta di una questione di genetica e di selezione bensì di "preparazione"..
Nessuno è mai riuscito a carpirgli il segreto e da sempre si ipotizzano le cose più strampalate che non sto qui a dirvi perchè prive di fondamento.
In passato ho visitato il suo allevamento dove ho potuto osservare sia la sala riproduttiva (tipi di accoppiamenti) che le voliere con i novelli: senza dubbio c'erano degli esemplari molto belli ma lontani anni luce da quelli presentati alla mostra.
08gen2019 ore12:50 Qualche anno fa quando si andavano a visitare gli allevamenti belgi e olandesi, il rispetto per i maestri suggeriva di tenersi il cappello in mano... Le classifiche dei Campionati di Zwolle (>>> cliccare sul file.pdf) ci dicono che da ora in poi potremo tenerlo tranquillamente in testa.
La truppa tricolore ha fatto una bellissima figura (parlo sempre di becchistorti) dimostrando di essere al top in diverse specie di Agapornis.
Come promesso faccio i miei più convinti complimenti a tutti i nuovi campioni del mondo, in particolare all'amico Calogero Spinella che con i suoi becchistorti farà suonare l'italico inno per ben sei volte!!
Ha vinto con tutto, con i fischeri, i lilianae ed anche con i nigrigenis ma non con quelli che mi sarei  aspettato. Bene, vorrà dire che ho fatto il mio tempo e che potrò dedicarmi ad altro senza rimpianti...
05gen2019 ore10:45 Faccio i miei complimenti, fin da ora, a tutti gli italiani che riusciranno a salire sul podio al Campionato mondiale di Zwolle!!
A parte la notevole quantità a concorso (di becchistorti) mi confermano che ci sarà anche tanta qualità poiché parteciperanno tutti i big a livello europeo: coloro che vinceranno questa competizione potranno dire davvero di essere i campioni del mondo. Parlo, ovviamente, di becchistorti...
Non so quali italiani abbiano ingabbiato, so solo che l'amico Calogero Spinella parteciperà con una ventina di soggetti.
Caro Calogero, penso che con i Fischeri ed i Lilianae sarà dura, perchè conosco il livello della concorrenza, soprattutto per quanto riguarda i Lilianae, ma dai Nigrigenis mi aspetto molto, anzi, moltissimo e sono certo che se saranno ben giudicati ascolteremo l'inno italiano!
04gen2019 ore11:03 Boom di becchistorti al Campionato Mondiale di Zwolle! Su quasi 25.000 ingabbi circa 5.000 sono di becchistorti. Gli organizzatori sono corsi ai ripari richiedendo ulteriori giudici per la specializzazione O&aP, per l'Italia sono tre: Montebelli, Sabattini e Pagliasso.
Sono anche convinto che il livello della qualità sarà molto alto, oltre al fenomeno Bleyen, parteciperanno i migliori allevatori belgi e olandesi considerato che la grande vetrina dei mondiali a pochi passi da casa esercita una forte attrazione.
04gen2019 ore 07:40

basettini

cardellini

usignoli del Giappone
Cosa volete che vi dica ... le voliere che sto attrezzando per i miei becchidritti mi piacciono molto!
Non vedo l'ora che arrivi febbraio/marzo per poterle riempire con i rispettivi ospiti. Sono certo che si troveranno a loro agio. Le ho appena piantumate per cui sono ancora un po' spoglie ma con il passare del tempo il verde si noterà sempre di più.
Tutte le voliere sono di m. 4x1x2, il che significa che ogni esemplare avrà a disposizione la bellezza di 2 mc. di spazio considerato che metterò due coppie per ognuna.  Metà voliera è ricoperta da pannelli mentre l'altra metà è scoperta e in posizione molto soleggiata. Solo sopra ai nidi ho messo una lastra di vetro.
Ho cercato di ricostruire un ambiente il più possibile simile a quello in cui vivono in natura per cui per i basettini ho piantato ceppi di radici di canne palustri (vivono e nidificano in mezzo alle canne) oltre a pyracantha, passiflora e un piccolo cipresso, per i cardellini un bel cipresso del tipo Cupressus Leylandii, passiflora e pyracantha, mentre per gli usignoli del Giappone (che andrò a prendere a Pisa) la fa da padrone il bambù oltre al cipresso ed alla pyracantha. Sto preparando anche la voliera delle averle piccole (che ritirerò in aprile/maggio) dove sarà il biancospino la pianta privilegiata. I nidi dei basettini sono già nascosti in mezzo alle foglie delle canne, quelli per i cardellini sono avvolti dalla passiflora e quelli degli usignoli li nasconderò nel fitto del bambù.
Per la detenzione dei cardellini, basettini e averle piccole possiedo l'autorizzazione regionale, essendo specie autoctone protette, mentre gli usignoli del Giappone (Leiothrix lutea) sono compresi nell'allegato B) del CITES e inseriti nella "lista dei 35"
03gen2019 ore 07:40 Mi sa proprio che abbia ragione la forestale ... Penso di aver capito chi sia il famoso allevatore di Oleggio di cui ho parlato l'altro ieri; l'ho visto aggirarsi fra tavoli e stand alla internazionale di Reggemilia insieme a due suoi amici, di cui uno famosissimo nel mondo FOI.
Un amico che conosce bene storia ed antefatti mi ha raccontato di come stiano veramente le cose. Per ovvie ragioni, non posso dirvi nulla, tuttavia mi auguro che le forze dell'ordine facciano il loro dovere fino in fondo senza lasciarsi condizionare dal polverone politico che é stato sollevato su questo caso. Per quanto possibile cercherò di seguire questo caso e di mantenervi aggiornati.
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Ne approfitto per lanciare l'ennesimo strale contro i "commercianti abusivi" che stanno impestando il nostro ambiente. E' interesse di tutti noi, allevatori non commercianti, prendere le distanze da questi signori poichè, oltre a fare concorrenza sleale a coloro che legalmente e onestamente esercitano l'attività, creano le condizioni affinchè vengano introdotte norme che limitino il nostro hobby. Capisco bene che acquistare un uccello a qualche euro in meno per effetto della mancata applicazione di IVA e imposte rappresenti uno stimolo non da poco, non intendo lanciare messaggi che invochino il rispetto dell'etica e del senso civico, voglio solo che impariamo a fare il nostro interesse che vada un po' più in là di quello immediato ...
Se continua ad andare avanti con questo andazzo prima o poi i commercianti ritireranno fuori dal cassetto una proposta che qualche tempo fa avevano ventilato (anzi, proposto alle Istituzioni in una pubblica assemblea) che é quella di stabilire per Legge il confine fra commerciante ed allevatore, vale a dire un numero massimo di coppie riproduttive, come esiste già in alcune regioni per cani e gatti e fauna indigena.
Anche se io stesso dovrò dimezzare il mio allevamento lo farò volentieri perchè non si può continuare ad andare avanti così, è una vera schifezza!!!
02gen2019 ore 12:24 A Zwolle (NL) è in corso la 67° edizione del Campionato Mondiale COM che si concluderà domenica 13 gennaio. Il totale degli uccelli iscritti è di 24.828, di cui circa 3.200 provenienti dall'Italia, ben lontano dal record di Cesena di anno scorso che superò i 32.000 ingabbi. (>>>)
01gen2019 ore 14:00 Ed ecco il suono dell'altra campana ... Ringrazio Clay Valeri che mi ha indicato il link. (>>>)
Mi sa che in questo caso abbia ragione la forestale: nel comunicato si ammette l'assenza dei 40 documenti che attestino la legittima provenienza dei pappagalli sequestrati, anche se vengono ridimensionate alcune delle accuse che avevano amplificato il caso.
Ne approfitto per lanciare l'ennesimo invito ai miei colleghi poichè so che molti di loro prendono sotto gamba la regolamentazione CITES: "non snobbate questa Legge, anche se quella italiana fa schifo, perché prima o poi può capitarvi il guaio e vi assicuro che non è come dice Ermanno Giudici; le sanzioni sono pesantissime!!"
01gen2019 ore 10:25 Ad Oleggio sono stati sequestrati 40 pappagalli in un aviario di un giovane allevatore. Se erano davvero privi della prevista documentazione non c'è nulla da dire ... anche se ho imparato a diffidare di certi scoop e prima di trarre delle conclusioni mi piacerebbe sentire anche la versione dell'altra "campana" ... (>>>)
Ho pubblicato questo articolo per farvi notare con quanta maestrìa l'autore abbia esposto il caso: da quanto scrive si capisce che è uno che conosce bene la materia e tecnicamente non dice corbellerie o stupidi slogan, come tanti animalisti, ma orienta la conclusione ad un obiettivo ben preciso ... "in ogni caso non acquistate pappagalli anche se riprodotti in cattività".
L'autore é Ermanno Giudici, presidente dell' ENPA di Milano, capo delle guardie zoofile di quella città nonchè formatore degli operatori delle forze dell'ordine.
01gen2019 ore 09:20 Buon 2019 a tutti gli amici (ma anche agli "altri") infettati dal virus della piuma, vi prometto che a partire da quest'anno sarò più buono e non romperò più i coglioni a nessuno, neppure ai giudici O&aP (mi sembra di vedere almeno 17 giudici scattare in piedi ed esclamare: "evviva, evviva, era ora!!" ahahah)
Prenderò un po' meno sul serio il mio blog e ci scriverò sopra solo quando ne avrò voglia, insomma sarà un gazzettino molto più tranquillo che farà arrabbiare molto meno.  Ho detto "molto meno" ... non ho detto che non farà arrabbiare per niente!
Naturalmente la vostra collaborazione sarà preziosa come sempre e conto che vorrete continuare a darmi una mano.      
                                                                               
  Tu sei l'ospite n. dal 20.06.2003